L'editoriale di Chiariello: "Corto muso in soffitta, Allegri radicalmente offensivo! Pure Di Lorenzo aveva 10 anni in meno..."
09:15
L'editoriale di Umberto Chiariello dopo Napoli Frosinone 3-0
Napoli-Frosinone 3-0, a fine partita il consueto editoriale del giornalista Umberto Chiariello a "Campania Sport", su Canale 21.
"Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Max Allegri lo ha detto chiaramente: dobbiamo fare un filotto, e ha ragione. Guardando il calendario in attesa del big match con la Roma, il Napoli ha quattro partite, di cui solo una non ha l'obbligo assoluto di vincerla; per le altre tre si tratta di un vero e proprio imperativo categorico. Contro il Frosinone non si poteva sbagliare: non vincere questa sera avrebbe significato l'inizio di una crisi devastante.
Poi ci sarà il Venezia, una squadra che finora ha raccolto pochi punti ma che non sta giocando male: attenzione a non sottovalutarla, è un'altra tappa obbligatoria da vincere. Infine c'è il Bodo/Glimt per la prima casalinga di Champions League: fa parte di quei 12 punti individuati da Allegri per passare il turno e conquistare almeno i play-off. Tra le quattro gare in casa da vincere assolutamente, la prima è proprio quella con i norvegesi; poi arriveranno il Club Brugge, il Viking e l'ultima trasferta in Azerbaijan, che non può riproporre la copia di Copenhagen - rimasta la pagina meno gloriosa dell'avventura di Antonio Conte. Il Villarreal rappresenta l'unica tappa in cui non c'è l'obbligo di vincere, ma di fare comunque un risultato positivo.
Ecco perché la partita con il Frosinone era una trappola evidente: i ciociari avevano battuto il Como prima della sosta, mentre Allegri era sulla graticola sia per il percorso opaco del Napoli, sia perché alcuni calciatori che in azzurro avevano reso poco sono rinati con le proprie nazionali. Lang, ad esempio, è entrato in corso d'opera con la maglia numero 10 dell'Olanda sotto 2-0 contro la Grecia, risultando decisivo e mettendo lo zampino nel gol del pareggio. De Bruyne ha dominato contro l'Italia segnando una doppietta nella partita successiva (saltando la Francia per squalifica) ed è tornato splendente. Hojlund, che nel Napoli finora aveva toccato pochissimi palloni tra campionato e Champions, con la Danimarca ha fatto tre gol e sfiorato un quarto, provocando l'autorete avversaria. Ci si chiedeva: perché Allegri non riesce a valorizzare questi talenti in chiave Napoli?
Dopo tanto studio, Allegri stasera doveva vincere e convincere, e ci è riuscito con un netto 3-0. Per una volta il "corto muso" è finito in soffitta. Il mister ha cambiato radicalmente l'impostazione della squadra, sia nel modulo che nei principi: un Napoli aggressivo, alto, che ha alzato il baricentro invece di attendere l'avversario a metà campo. Ha schierato tre attaccanti tutti insieme - Neres, Lang e Hojlund - senza rinunciare a De Bruyne, mettendolo nel cuore del gioco in regia al fianco di Lobotka. Un Allegri improvvisamente prodigo di giocatori offensivi, e la scelta ha pagato. Neres, quando sta bene, è devastante e oggi nel primo tempo ha fatto la differenza. Lang ha segnato il suo primo gol stagionale mostrando chiari miglioramenti. De Bruyne si è preso la scena con una doppietta.
Sul primo gol c'è molto da raccontare: nasce da un rigore apparso un po' generoso per gli standard attuali. Hojlund lo ha tirato rallentando la corsa e Palmisani lo ha parato, ma il portiere del Frosinone ha staccato entrambi i piedi dalla linea di porta violando il regolamento. Giusta la ripetizione: sul dischetto si è presentato De Bruyne che ha segnato, per poi trovare anche la personale doppietta su assist di Giovanni Di Lorenzo. Bene anche Badiashile, finora un oggetto misterioso: con il passaggio alla difesa a tre si attendeva Beukema, invece è apparso lui. Marin si è spostato a destra, Rrahmani è rimasto il perno centrale e Badiashile ha fornito un'ottima prova da centro-sinistra. Di Lorenzo spostato in fascia è sembrato un giocatore con 10 anni di meno. La pausa nazionali ha restituito giocatori motivati ed entusiasti, rigenerati nel morale.
Questa vittoria era un passaggio fondamentale per ritrovare serenità, ma è solo il primo passo di una risalita che deve avere una parola d'ordine: continuità. Il Napoli deve dare seguito a questa prestazione mantenendo l'assetto propositivo, con uomini come Lang e Neres capaci di attaccare lo spazio, puntare l'uomo e puntare la porta. Ora ci si sposta in Spagna, poi in laguna a Venezia, in attesa del Bodo/Glimt e della Roma (che ha perso anche Svilar dopo Cristante). Se Atene piange, Sparta non ride: gli infortuni colpiscono tutti in questo calendario folle. Ha ragione Allegri quando dice che chi gioca le coppe europee si ritrova 6-7 gare in più nelle gambe e che qualcosa nel calcio moderno va rivisto".
