Orsato: "Fatti degli errori, ma è calcio e non la PlayStation"
15:45
Daniele Orsato ha fatto il punto sull’inizio della stagione arbitrale italiana, riconoscendo alcuni errori ma invitando a considerare la complessità del gioco. Il responsabile della Commissione arbitri nazionale di Serie A e Serie B è intervenuto al Festival dello Sport di Trento, affrontando anche il tema del Var e delle nuove indicazioni regolamentari.
Orsato arbitri, errori e responsabilità
Orsato ha ammesso che nelle prime giornate non sono mancate decisioni sbagliate, citando anche un episodio specifico: "In questo inizio di stagione abbiamo fatto degli errori, che non vanno fatti, e me ne aspettavo pure di più. È calcio e non la Play Station, ci sono state situazioni in cui abbiamo sbagliato, vedi Rowe trattenuto da Kalulu in Juve-Atalanta: in quei casi il Var avrebbe aiutato".
Il dirigente ha poi sottolineato l’importanza di evitare che gli stessi errori si ripetano: "Mi dà più fastidio la reiterazione dello sbaglio che lo sbaglio in sé. Quando gli arbitri fanno bene è merito loro se invece fanno male è colpa mia: è importante prendersi le proprie responsabilità e questo vale tanto per me quanto per loro. Bisogna conoscere il gioco e il giocatore. Leggere le partite. Sapere che se un determinato giocatore prende il pallone devi correre in anticipo oppure fare un certo movimento. E aiuta anche nella gestione complessiva della gara".
Orsato Var, l’obiettivo è velocizzare il gioco
Tra gli altri argomenti affrontati c’è anche quello relativo alle perdite di tempo. Orsato ha ribadito la necessità di rendere le partite più fluide: "Basta con le perdite di tempo. Meno pause, bisogna giocare a calcio e le nuove regole dell'Ifab vanno in questa direzione. L'obiettivo è velocizzare il gioco. Guardiamo il tempo effettivo e diventa tutto più bello e spettacolare. E alleni pure le nostre squadre ad avere una dimensione internazionale".
Infine, spazio alla crescita dei giovani arbitri. Per Orsato la parola chiave è fiducia: "dare fiducia" ai più giovani, perché "c'è una gara tra di loro a fare bene e vedo il fuoco nei loro occhi. Stiamo trasformando il gruppo in una squadra. Devo insegnare agli arbitri più giovani ad avere coraggio. Se hai esperienza sai applicare il regolamento perché con il tempo ti fai le spalle larghe per poter fischiare un rigore al primo o all'ultimo minuto".
