"O è bravo o è un grande attore", Manna racconta il primo incontro con De Laurentiis
17:50
Ultime notizie SSC Napoli - Come si arriva a 36 anni a vincere uno scudetto da Direttore Sportivo del Napoli? A trattare giocatori come Buongiorno, Lukaku, McTominay? E come è possibile fare tutto questo senza aver avuto una carriera da calciatore? Ai microfoni di Colpi Da Maestro, una produzione di Master Group Sport, lo racconta Giovanni Manna, ds azzurro.
Ti piace la nuova formula della Champions League? Da tifoso è sicuramente coinvolgente, soprattutto nelle ultime giornate.
«Personalmente preferivo la vecchia formula, ma, se la guardi dall’esterno come tifoso, le ultime due giornate sono divertenti. Prima c’erano gironi nei quali, già alla terza partita, era tutto deciso. Con il nuovo formato, invece, si arriva all’ultima giornata con tante situazioni ancora aperte. È sicuramente più piacevole per chi guarda».
Per una società, invece, quanto è importante questa formula, al di là delle due partite in più e delle opportunità economiche?
«La Champions League è il calcio di oggi. Giocarla e vivere certe esperienze ti fa crescere tantissimo. Quando vai ad acquistare un giocatore, per esempio, ti chiedi quante partite di Champions abbia disputato, perché hanno un peso diverso.
È una competizione con un ritmo e un’intensità differenti. Si vedono giocate diverse e si vive il calcio in un altro modo».
E per divertirsi, che cosa dovrebbe fare il Napoli in Champions League?
«Cercare di arrivare ai playoff sarebbe già un risultato molto importante. Ci divertiremmo moltissimo».
Anche il presidente sarebbe più contento. De Laurentiis è un vulcano di idee: con lui non ci si annoia mai?
«No, non ti annoi mai. Però va ringraziato, perché sono arrivato a Napoli a 36 anni e, dopo il decimo posto, mi è stata data una possibilità incredibile. È stata una scelta importante e, per certi versi, anche un po’ folle».
Che cosa vi siete detti al primo incontro?
«Mi chiamò il dottor Chiavelli. Incontrai prima lui e poi il presidente. Quando mi chiamò, mi disse: “Lei mi ha fatto un’ottima impressione: o è veramente bravo oppure è un grande attore”. Gli risposi: “Al massimo faremo un film”».
