Napoli Basketball, Repesa dopo Tortona: "Totè? Dovremo avere pazienza nell'inserimento! Mi dà fastidio sentir dire che giochiamo sporco, non è così"

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Notizie basket Napoli - Il Napoli Basketball espugna Tortona e vince una partita importantissima per come si era messa: gli azzurri di Jasmin Repesa erano andati sotto anche di 16 punti sul 44-28 nel secondo quarto, poi sono risaliti dopo l'intervallo, sono andati in vantaggio chiudendo 64-67 il terzo quarto e alla fine portano a casa la vittoria sul 90-92 nella gara della quinta giornata di Serie A. La squadra di coach Repesa sale cosi a 8 punti in classifica, centrando la quarta vittoria in cinque partite. Decisivo un rimbalzo offensivo conquistato da Brown nel finale che ha portato ai liberi decisivo di Jack White, ma prestazione di squadra gigantesca: sette uomini sopra i 10 punti (Caruso-Ramsey a 13, Brown 12, Spissu 11, White-Dowtin-Petrucelli 10) più Zac Seljaas con 9. Ottimo il 50% da tre punti, a fronte del 28% degli avversari.

Gli azzurri sono stati guidati dai 13 punti a testa di Caruso e Ramsey, i 12 punti, 7 rimbalzi, 4 falli subiti, 4 stoppate e 4 assist (28 di valutazione) di Brown, gli 11 punti e 9 assist di Spissu e i 10 punti a testa di Dowtin (con 5 assist), Petrucelli e White. Ai padroni di casa non sono bastati i 23 punti di Bortolani, i 15 punti e 6 assist di Hubb, i 12 punti e 7 rimbalzi di Jallow e gli 11 punti e 8 rimbalzi di Olejniczak.

Jasmin Repesa, coach del Napoli Basketball, in conferenza stampa dopo la vittoria per 90-92 ottenuta in trasferta contro Tortona.

«Siamo partiti veramente male, senza energia, senza concentrazione e senza attenzione al nostro lavoro, sia in attacco sia in difesa. Abbiamo permesso a Tortona di prendere subito un vantaggio importante. Per fortuna, i giocatori entrati dalla panchina sono riusciti a reagire nel modo giusto e siamo rientrati in partita.

Devo essere onesto: nel primo tempo abbiamo ottenuto un ottimo risultato rispetto a come abbiamo giocato e a quello che si è visto in campo. Non è facile tenere i nostri ritmi per 40 minuti, con un'intensità così elevata. Alla fine del terzo quarto i nostri avversari hanno avuto un calo e, secondo me, abbiamo vinto con pieno merito contro una squadra molto forte, su un campo dove è difficile imporsi. Per noi era importante raggiungere il primo obiettivo».

Come si spiega il difficile approccio alla partita, con Tortona che, pur senza tirare particolarmente bene, è andata spesso in lunetta e ha conquistato tanti rimbalzi offensivi?

«Ci sono tante partite da giocare e mantenere la concentrazione, affrontando una gara ogni tre giorni con la giusta energia mentale e fisica, non è facile. Lo sappiamo. La differenza la fanno i veri professionisti, come ho detto anche adesso nello spogliatoio. Una volta terminata la partita, bisogna subito voltare pagina, perché stiamo affrontando ritmi davvero impegnativi. Ognuno deve essere consapevole di ciò che deve fare per arrivare pronto alla sfida successiva».

Abbiamo visto una Napoli che ha utilizzato meno il quintetto basso, con White da centro, e un Caruso ancora protagonista nei momenti decisivi. Come valuta queste soluzioni e come sarà integrare Totè, ormai sempre più vicino al rientro?

«Avere un giocatore in più a disposizione con questi ritmi mi fa piacere, non è un problema. La cosa che mi preoccupa maggiormente è inserire un nuovo elemento in un sistema di gioco che già funziona: non è facile. È quello che è successo con Ramsey e con Tarczewski.

Nello spogliatoio ho fatto i complimenti a entrambi per la partita disputata e per il contributo che hanno dato oggi. Per me è molto importante avere pazienza e procedere passo dopo passo, cercando di integrarli nel migliore dei modi. Non è possibile inserire un giocatore da un giorno all'altro in un sistema che funziona già. Dovremo avere la stessa pazienza anche con Totè, ma avere 18 giocatori a disposizione non sarebbe affatto un problema».

Markel Brown è stato uno dei protagonisti della rimonta, con giocate decisive in ogni ambito. Ha dato l'impressione di trascinare la squadra anche nei momenti più difficili. È d'accordo?

«Sono assolutamente d'accordo. Insieme a Caruso, nel terzo quarto ha dato vita a una fase difensiva davvero perfetta, che ha cambiato la partita. Anche tutti gli altri hanno fatto bene, ma loro due hanno disputato una gara difensiva di grande livello.

Voglio fare i complimenti a Caruso perché oggi ha giocato su entrambi i lati del campo, in attacco e in difesa. Ha terminato la partita con cinque falli: credo che sia la prima volta nella sua vita! È un aspetto molto importante, perché anche lui deve capire che la squadra viene prima di tutto e che il sacrificio è fondamentale.

Tutto parte dalla difesa: quando si difende con intensità, arrivano canestri facili in contropiede e in transizione, e tutto diventa un po' più semplice.

La mia idea è chiara: non mi lamento dei 44 tiri liberi concessi agli avversari. L'anno scorso ne ho avuti anche 52, un record. Mi dà fastidio, invece, sentire dire che la mia squadra gioca sporco. Questo non mi piace.

La mia squadra cerca di giocare insieme e di esprimere un basket fisico e intenso. Questo non significa giocare sporco. Nessuno dei nostri giocatori ha volontariamente infortunato un avversario o compiuto gesti contro di lui.

Ci tengo a dirlo senza voler offendere nessuno e senza cercare polemiche, ma questo discorso non mi piace. L'anno scorso una società aveva detto che Rossato giocava a rugby. Poi, però, lo ha preso. E io mi sono chiesto: perché ingaggiare un giocatore che hai definito un rugbista?

Sono cose che non mi piacciono affatto, perché ho sempre lavorato per il bene della pallacanestro italiana e ho trascorso tutta la mia carriera in Italia. Il mio obiettivo è aiutare i giocatori a migliorare, a diventare più forti, a giocare per la Nazionale e a contribuire ai risultati delle loro squadre.

Voglio dire soltanto una cosa, senza sostenere che sia necessariamente decisiva: nelle ultime due partite della Nazionale, senza Petrucci, sono arrivate delle sconfitte. Non so se sia una coincidenza oppure no. Ma questi giocatori, che fanno da equilibratori e giocano per la squadra, non giocano sporco: giocano per la squadra».

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