FOCUS - Feyenoord, dalla suggestione Van Persie al riscatto di Berghius e al ritorno di Boetius. Tutto sui campioni di Olanda
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Il Feyenoord è la squadra Campione d'Olanda in carica, avendo ottenuto il titolo dopo un'attesa lunga 18 anni. Dopo un’annata così brillante, però, è già cambiato molto all’ombra del de Kuip. A Rotterdam, città di mare e quindi tradizionalmente aperta ai mutamenti, hanno scelto di considerare chiuso un primo mini-ciclo per provare a rinnovare uomini e, perché no, ambizioni, affacciandosi alla prossima Champions League come squadra che può rivelarsi come una vera e propria sorpresa, proprio perchè lontana da anni dal massimo palcoscenico europeo.
Il ritiro del centro di carisma permanente Dirk Kuyt, le partenze comunque molto ben pagate di Kongolo e di Karsdordp ed Elia, insieme ad alcuni prestiti di calciatori che hanno reso al di sotto delle aspettative, hanno offerto alla dirigenza del Feyenoord la possibilità di rinnovare in maniera massiccia la rosa a tutti i livelli, sia tra i titolari che tra le seconde linee, mantenendo comunque intatto il centrocampo, cuore nevralgico dell’impianto di squadra dello scorso anno.
Il terzetto titolare è costituito dal capitano El Ahmadi, Vilehna e Toornstra, calciatore, quest'ultimo, molto pericoloso sui calci da fermo.
La cessione simultanea o quasi di Kongolo (Monaco) e Karsdorp (Roma) e l’ormai abituale lungo degenza di van Beek hanno convinto la dirigenza Rotterdammer a munirsi di due nuovi terzini – Haps e Diks, il primo molto interessante e il secondo più come riserva/alternativa valida – e di un centrale pronto per il salto di qualità come St. Juste, che avrà il compito di dare spesso il cambio ai titolarissimi Botteghin e van der Heijden, nell’attesa della resurrezione di van Beek.
In sede di mercato si è operato tanto anche per l'attacco: oltre a quello che di fatto è un riscatto dal Watford per Berghuis, il ritorno del figliol prodigo Boëtius e l'acquisto dello svedese Sam Larsson, tra i miglori interpreti nel ruolo di ala nelle scorse edizioni del campionato olandese serviranno a cercare di rimpiazzare l'addio al calcio giocato di Dirk Kuyt. Se c'è abbondanza sugli esterni, pare certo il nome del centravanti titolare, vale a dire Nicolai Jorgensen, capocannoniere dell'ultima Eredivisie. Il danese è un calciatore molto fisico, che vede la porta ma sa anche aprire gli spazi ai compagni. Non è un caso se, oltre ad essere sul gradino più alto del podio nella classifica dei capocannonieri, Jorgensen sia stato anche tra i migliori assistman del campionato.
Una rosa piuttosto ampia e molto giovane, composta da un'ossatura solida (quella dello scorso anno) a cui sono stati affiancati alcuni dei calciatori che meglio hanno performato lo scorso anno nelle squadre di medio-alta levatura.
Manca un leader assoluto e, per questo, rimane viva la suggestione di un ritorno di Robin van Persie, che potrebbe far rifiatare Jorgensen e mettere in campo la sua esperienza internazionale, specie in Europa, al servizio della squadra.
L'allenatore è Giovanni van Bronckhorst, 42 anni, ex calciatore (tra le altre) del Barcellona.
Non è un integralista del modulo, anzi. Sa valutare spesso le situazioni e adatta la squadra all'avversario.
Il suo Feyenoord si schiererà generalmente con il consueto 4-3-3 che, a seconda del momento della partita, può diventare anche un 4-2-3-1 o, qualora il Feyenoord decidesse di difendersi, un 4-4-1-1 o un 4-5-1, magari in campi difficili come il San Paolo, con uno tra Vilhena e Toornstra che possono anche essere spostati lungo l’out per attaccare di più lo spazio senza palla in transizione positiva e, al contempo, fornire uno sbarramento difensivo più fisico ed efficace in mezzo al campo.
La curiosità principale sta nel cercare di indovinare come van Bronckhorst integrerà tutti i nuovi arrivati nel suo sistema. La linea difensiva a protezione del portiere (Vermeer o Brad Jones? non è ancora delineata una gerarchia...) sarà costituita da Diks, van der Heijden & Botteghin (con St. Juste in rampa di lancio) e il nuovo arrivo Haps, teoricamente più titolare in pectore di Nelom.
Con la cessione di Karsdorp la squadra di Rotterdam ha perso qualcosa in fase di impostazione. Ecco perchè van Bronckhorst potrebbe decidere di far gestire il primo possesso a uno tra Tapia o il giovane ex Utrecht Amrabat, responsabilizzandoli e sacrificando uno tra Vilhena e Toornstra (troppo difficile che rinunci al dinamismo e al carisma di El Ahmadi, perlomeno sulla carta).
Lo stadio (e il tifo!) è caldissimo. In casa la squadra può dirsi decisamente temibile e da non sottovalutare.
A cura di Chris Holter (calcioolandese.it)
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