Sportmediaset -De Bruyne e non solo: i sette cambi ruolo più celebri della carriera di Allegri
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Kevin De Bruyne è soltanto l'ultimo nome di una lunga lista di giocatori reinventati da Massimiliano Allegri. Nella sfida vinta 4-3 contro il Bodø/Glimt, il tecnico ha arretrato il belga in cabina di regia, ottenendo risposte convincenti e un assist per Scott McTominay. Una nuova intuizione che riporta alla luce alcune delle trasformazioni tattiche più significative della carriera dell'allenatore livornese.
Allegri e i cambi ruolo: le intuizioni più celebri
L'esperimento con De Bruyne lo conferma: Allegri non ha mai avuto paura di modificare le posizioni dei propri interpreti. Al Milan, nella passata stagione, ha provato a utilizzare Rafael Leao da centravanti, ma l'idea non ha prodotto i risultati sperati, complice anche un problema al polpaccio del portoghese.
Ben diverso il percorso di Kevin-Prince Boateng. Arrivato in rossonero da centrocampista, nel 2011 è stato trasformato in un trequartista d'inserimento, contribuendo alla conquista dello Scudetto alle spalle di Pato e Ibrahimovic. Le intuizioni più memorabili, però, risalgono alla prima avventura di Allegri alla Juventus.
Tra gli esperimenti riusciti spiccano Miralem Pjanic regista, Mario Mandzukic esterno offensivo, Juan Cuadrado arretrato in difesa ed Emre Can impiegato come centrale nella retroguardia a tre. Pjanic, in particolare, ha saputo raccogliere l'eredità tattica di Andrea Pirlo, mettendo in mostra visione di gioco, precisione nei passaggi e capacità di gestire i ritmi.
Una soluzione che ha accompagnato i successi bianconeri, compresa la finale di Champions League del 2017. Anche Mandzukic ha lasciato il segno nel nuovo ruolo: spostato sulla fascia sinistra per aumentare il pressing offensivo, il croato ha raggiunto uno dei momenti più iconici della sua carriera con la rovesciata contro il Real Madrid a Cardiff.
Cuadrado, invece, ha progressivamente arretrato il proprio raggio d'azione, mentre Emre Can è stato utilizzato da braccetto nella sfida contro l'Atletico Madrid, negli ottavi di Champions League del 2019. Una mossa decisiva per contenere gli attaccanti spagnoli, prima del ritorno del tedesco a centrocampo.
