Chiariello: "Quello che ha fatto oggi Buongiorno è fuori da ogni grazia di Dio e da ogni considerazione. Roba che in Prima Categoria non la vedi"

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Notizie Napoli - In occasione del post-partita di Genoa-Napoli 2-3 il classico editoriale su Canale 21 da parte di Umberto Chiariello:

“Sono partite dal sapore antico. Sono quelle partite che diventano epica, ricordo, storia.
Sono partite che, a un certo punto, travalicano la tattica e la tecnica e diventano partite di cuore, partite in cui accade di tutto e di più.

 

La sorte — quella che il grande Gianni Brera impersonava nella dea Eupalla, da lui ovviamente inventata, e che è bizzosa — oggi al Napoli ha tolto e ha dato, con un risarcimento corposo di anni. Perché quello che ha fatto oggi Buongiorno è fuori da ogni grazia di Dio e da ogni considerazione.
Roba che in Prima Categoria non la vedi. Ho visto difensori veramente scarsi, di Prima, Seconda Categoria o Promozione, non fare quello che ha fatto oggi Buongiorno: un giocatore che dovrebbe essere di livello altissimo e che era apparso a Napoli come un difensore straordinario, durato lo spazio di un mattino, un girone d’andata, punto. Dopodiché non ha più giocato: infortunato spesso, uno dei suoi problemi principali.

Tornato quest’anno, ha lasciato quello buono a Torino e a Napoli è arrivato il fratello scarso. Non vediamo Buongiorno giocare una partita decente da non so quanto. Sta facendo disastri su disastri. La cosa grave è che Conte è costretto a farlo giocare.
Lo aveva accantonato, perché si era reso conto dei problemi di Buongiorno, ma nel frattempo aveva accantonato anche Juan Jesus, che è dovuto entrare in campo sapendo di non godere della considerazione del tecnico. A un certo punto Conte lo ha tolto per disperazione, perché il ragazzo era andato sotto shock: aveva fatto due errori clamorosi. Ha cominciato subito regalando palla all’avversario, che è andato verso un rigore di cui possiamo discutere: c’è, non c’è… Meret si è fermato, Vitinha era già in volo e non vedeva l’ora del contatto. Sono quei rigori che, volendo, si danno.

Nel secondo tempo il Napoli era in assoluto controllo, ma ti fai rubare palla a centrocampo da Colombo, che non è un fulmine di guerra, e non riesci neanche a recuperarlo. E dato che Buongiorno non è il solo, ha avuto un degno compare in Juan Jesus, che le ha sbagliate tutte pure lui. Un uomo di esperienza, di 34 anni suonati, che si fa superare dal pallone pur sapendo di essere ammonito, e commette un altro fallo da giallo netto. Finché lo fa un ragazzino alle prime armi, passi, ma uno così esperto può mai fare una cosa del genere?

Il Napoli ha giocato con due difensori su tre totalmente in barca, in una partita che aveva dominato. Perché nel primo tempo, superato lo shock del rigore, il Napoli ha dominato con Scott McTominay di tre categorie sopra tutti: un giocatore extraterrestre rispetto agli altri. Ha generato il gol di Højlund, ha segnato di suo, ha prodotto strappi continui fino a quando non si è dovuto arrendere anche lui a un infortunio. E qui il problema è grosso: prima si mette lo spray sulla caviglia, rientra in campo, fa il gol, poi si tocca il gluteo. E quando si tocca il gluteo entriamo nelle noie muscolari.

Qui dobbiamo stare attenti, perché c’è il Como in Coppa Italia e poi lo sfizio di confrontarsi con l’Inter in semifinale è fortissimo. Potrebbe essere la ciliegina sulla torta della stagione: buttare fuori l’Inter dalla Coppa Italia. Magari l’Inter vince il campionato, ma noi possiamo dire di averla dominata in campionato e anche in Coppa. È un obiettivo del Napoli.

Il Napoli era in controllo totale. Il Genoa aveva fatto un solo tiro in porta, quello di Malinovskyi, su cui c’è stata una grandissima risposta di Alex Meret. E torna in mente un vecchio detto di Nereo Rocco: la squadra è fatta da un portiere che para — e lui para —, da un difensore che mena — e noi in questo momento ne abbiamo uno solo, Rrahmani, che è pure pulito —, da uno in mezzo che comanda — Lobotka o McTominay — e da uno che la butta dentro, che si chiama Højlund.
Questo è l’asse portante del Napoli: Meret, Rrahmani, Lobotka, Højlund, con la partecipazione straordinaria di Scott McTominay.

Era una partita da vincere e abbiamo rischiato di perderla. Il Genoa non ha prodotto nulla: nessun tiro in porta, nessuna occasione vera. È una squadra con pochi valori tecnici, tanta corsa, tanto pressing, tanta applicazione, ma poca qualità, e stava quasi per vincerla.

La sorte ci ha restituito tutto. Vergara non ha fatto una grande partita, e ci sta: dopo quattro partite da migliore in campo, una può capitare. Ma ha l’argento vivo addosso, va a prendersi quel pallone, e un attaccante in difesa fa solo guai. Se il rigore di Rrahmani su Mkhitaryan è rigore, questo è rigore tutta la vita. Non c’è neanche da discuterne, e infatti l’arbitro va al monitor e lo assegna correttamente.

E poi come lo ha tirato Højlund, e come la palla è passata sotto la pancia del portiere avversario. Questo olandese è stato preso per risolvere il problema del gol, quando prima c’erano ali che avevano garantito due anni di grandi prestazioni. Vai a capirli.

Fatto sta che, nel modo più rocambolesco possibile, ci siamo portati a casa tre punti che non sono oro: sono platino, uranio scomposto, qualcosa di valore inestimabile per ciò che servono al Napoli e per il suo futuro. Perché qui si parla sempre dell’Inter, ma io mi guardo le spalle: Juve, Roma e Como sono avversari pericolosissimi. Agganciare il Milan forse è possibile. L’Inter, al momento, viaggia su un altro pianeta, fino a prova contraria. Se cade col Sassuolo, riapriamo i discorsi.

Abbiamo un problema in difesa e abbiamo ancora un problema di infortuni. Che Dio ci salvi nelle prossime partite”
 

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