Cessione SSC Napoli, le parole di De Laurentiis e la trattativa con Rizzetta: ricostruzione e scenari
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Cessione SSC Napoli, la ricostruzione dopo le parole di Matt Rizzetta e Aurelio De Laurentiis: trattativa, cifre e scenari
La giornata di oggi probabilmente sarà una data che verrà ricordata in futuro, una giornata da cerchiare in rosso sul calendario. Il tema è la cessione del club azzurro. Sebbene il patron della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, abbia voluto prontamente smentire l'immediata vendita della società ("Il Napoli non è in vendita", ha esordito nel suo intervento alla radio ufficiale), le parole del presidente sanno di apertura.
Cessione Napoli e trattativa con Matt Rizzetta: ricostruzione e scenari
Tutto è iniziato dalle parole di Matt Rizzetta delle scorse ore: "Sarei onorato di diventare presidente del Napoli, farei di tutto e di più", dichiarava ieri. Ai microfoni di CalcioNapoli24, in una lunga intervista concessa da Matt Rizzetta a Claudio Russo dall'Alcott Arena, il presidente del Napoli Basketball ribadiva l'interesse all'acquisizione, da parte di Underdog Global Partners, del club calcistico dei De Laurentiis.
Immediata la risposta - tramite radio Kiss Kiss Napoli - di Aurelio De Laurentiis che ha voluto chiarire la vicenda. Ricostruiamo e parafrasiamo tutte le dichiarazioni del presidente della SSC Napoli, al fine di provare a leggere fra le righe e capire quali possono essere gli scenari futuri:
"Il Napoli non è in vendita".
Il presidente azzurro inizia il suo intervento con poche ma ragionate parole. Di chi non vuole svalutare la sua creatura, di chi vuole far capire che il Napoli"non è in svendita", che il club azzurro non sarà ceduto semplicemente al "miglior offerente" e perlopiù solo a cifre fuori mercato. Chiariamoci: non è una chiusura totale alla cessione del club azzurro, ma una dichiarazione strategica. Offensiva o difensiva? Chissà.
Qual è l'offerta di Matt Rizzetta al Napoli
"Circa un anno fa ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta che non conoscevo, per educazione ho risposto. Mi ha introdotto ad un paio di fondi che lui rappresentava, volevano comprare il Napoli. Questo è accaduto un anno fa, gli ultimi contatti tra febbraio e marzo. Abbiamo messo i loro avvocati e i nostri avvocati per confrontarsi. Volevamo fare una valutazione anche per capire cosa ci fosse dietro tramite una due diligence che non è mai iniziata. Loro volevamo pagare di questi 2,26 miliardi, ma una parte alla firma e un'altra nei successivi tre anni".
Dalle parole del presidente, la risposta data a Matt Rizzetta non appariva insomma un "No, non vendiamo". Tutt'altro: le cifre sembravano collimare con la richiesta di De Laurentiis, o comunque con l'idea che aveva in mente in quel momento storico. Altrimenti non si sarebbe arrivati alla trattativa coi legali coinvolti. Il motivo che ha complicato l'affare sarebbero stati i metodi e i tempi di pagamento, come confermato dal legale Franco Gianni che assisteva il club azzurro nelle discussioni con Underdog Global Partners. Ma non è tutto.
Il ruolo di De Laurentiis
"Prima mi è stato detto che io avrei dovuto gestire io, fino a ridurre questo ruolo e diventare alla fine il mio ruolo solo quello di presidente onorario. Io ho chiesto garanzie per far continuare questo lavoro dopo 22 anni di azienda. Io avevo un dovere verso i tifosi del Napoli che sono in tutto il mondo".
Insomma, il ruolo di semplice presidente onorario non andava giù al presidente De Laurentiis. Che ha percepito l'ambizione di Matt Rizzetta (come frontman del gruppo) di prendersi la scena ("Rizzetta per quel poco che ho conosciuto è un uomo d'azione. Essendo un uomo d'azione difficilmente potrebbe avere qualcuno come me che non è abituato a condividere se non con i propri collaboratori le decisioni che vanno prese"). Chissà che non abbia/possa cambiare idea su questo: insomma, di fronte ad un'offerta concreta con le giuste garanzie, a quelle cifre, direbbe di 'no' solo per la questione del suo ruolo? Giusto avanzare qualche dubbio.

ADL ammicca ad MSC
"Io per il momento non ho deciso di vendere. Ma se decidessi di vendere, preferirei vendere ad un napoletano e non ad un americano. Se un napoletano avesse voglia di sostituirmi fra 2-3-4-5 anni, bene. Ho lavorato per 22 anni per un popolo meraviglioso".
Il primo pensiero - da parte di tutti gli addetti ai lavori - è andato agli impenditori e armatori della famiglia Aponte, proprietari di MSC. Già main partner del club azzurro. Con un patrimonio familiare di oltre 75 miliardi di dollari. La frase di De Laurentiis (al di là dell'interesse o meno degli Aponte, che mai hanno ammiccato al club calcistico azzurro, sebbene si vociferi di un interesse per un altro club, a tinte rossonere) è apparsa come un tentativo di costruirsi un piano B e sperare in un nuovo interesse. Una mossa per stimolare nuove offerte o convincere Underdog Global Partners a tornare con maggior convinzione e con le giuste garanzie.
La questione del nuovo stadio del Napoli
"Io voglio fare lo stadio, servirà un grande impegno anche fisico. Lui probabilmente avrebbe accettato il Maradona. Con un nuovo stadio altrove, al posto del Maradona sarebbe bello fare un grande parco pieno di verde".
Insomma, c'è distanza sulla visione anche della futura casa del Napoli: con De Laurentiis che guarda con interesse ai terreni di Q8 a San Giovanni a Teduccio, con Matt Rizzetta che non disdegnerebbe un restyling profondo dello stadio di Fuorigrotta. Chissà che il patron della SSC Napoli non voglia affondare il colpo per le aree di Napoli Est e consegnare ai potenziali nuovi clienti un'area già pronta su cui dover soltanto procedere a costruire il nuovo stadio del Napoli.
Strategie, scenari, ipotesi tutte da definire e rendere concrete. Per il momento, da questa giornata vien fuori una certezza: l'ipotesi di una cessione della SSC Napoli da parte della famiglia De Laurentiis non è più così lontana nel tempo, ed ha finalmente un prezzo. Bello alto e più che appetibile, in fondo, per un club che ad oggi - in attesa di sviluppi concreti su centro sportivo e stadio - cederebbe brand, rosa sportiva e poco altro. Quando De Laurentiis parla di cessione fra "2,3,4 o 5 anni" lascia intendere che dovessero arrivare (o tornare) con maggior convinzione, il club potrebbe davvero passare di mano nel giro di pochi anni.
