Napoli Basketball, Repesa: "Abbiamo vinto quattro partite, ma non siamo il Manchester City! Dobbiamo essere realisti ma senza accontentarci di traguardi piccoli" | VIDEO

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Quarta vittoria consecutiva in Eurocup per il Napoli Basketball che supera il Tofas Bursa per 105-101, Dopo un over time, nel match valido per la quarta giornata del gruppo C di Eurocup. Gli azzurri, dopo aver dominato la prima parte del match, subiscono la rimonta della formazione turca, riescono a rientrare in partita, vincendo poi all’over time.

Si segna poco nei primi minuti della gara, Ramsey e Dowtin Jr. per gli azzurri, Thurman porta il primo vantaggio per gli ospiti, 7-9. Napoli trova il primo parziale della gara, trascinata dalle triple di Seljaas e dai canestri di Caruso e Petrucelli, la tripla di Spissu vale il 22-11 a 2 minuti dal primo intervallo. Il quarto si chiude sul 29-20 con la schiacciata di White. Nel secondo parziale Jones guida i suoi con due canestri da 3 punti ed i tiri liberi del 33-30, Seljaas segna la quarta tripla della sua gara, Brown colpisce per il 39-30 a metà quarto. Doppia tripla per Ramsey, Reynolds segna per il Tofas, Seljaas ancora da 3 punti, i liberi di Reynolds portano il punteggio sul 53-42 all’intervallo lungo.

Napoli riparte con Dowtin Jr., il solito Jones per il Tofas, Brown segna il 58-51, timeout Repesa. La squadra turca continua la sua rimonta con il gioco da 3 punti di Jones, Reynolds segna il -2 prima delle triple di Spissu e Brown, 66-58 a 4 dalla fine del terzo. Canestri da sotto per Caruso e Mcneace, Petrucelli segna dall’angolo, Jones sulla sirena, 73-66 all’ultimo intervallo. Parte forte il Tofas, 0-5 di parziale e timeout per Repesa. Napoli torna a segnare con White ma Nutall trova un nuovo gioco da 3 punti che vale la parità a quota 75. Il Tofas si porta in vantaggio con Nutall, Seljaas e Ramsey segnano per Napoli, Mcneace segna l’80-84 a 5 dalla fine. I turchi trovano un canestro sulla sirena con Thurman, risponde Seljaas dall’angolo, Dowtin Jr. segna il -1 a 100 secondi dalla fine. Non sbaglia Nutall dalla lunetta, Brown Pareggia, White trova i due punti del vantaggio sul 93-91 a 25 secondi dalla fine, pareggia Jones a 12.6, supplementare.

Buon inizio azzurro nell’over time con i canestri di Petrucelli, White e Dowtin Jr, 99-93, timeout Cancellieri. Torna a segnare il Tofas con la tripla di Jones, Reynolds segna il -1 ma Napoli riesce a difendere ed ad essere precisa dalla lunetta. Reynolds trova una clamorosa tripla per il 102-101, ma gli azzurri, con Seljaas e Dowtin Jr., dalla lunetta chiudono la gara sul 105-101. Il Napoli Basketball tornerà in campo domenica prossima 25 ottobre, alle ore 12:00, sul campo della Bertram Tortona per il quinto turno di Serie A.

Jasmin Repesa: «Dobbiamo essere più aggressivi, non sono soddisfatto»

Jasmin Repesa, head coach del Napoli Basketball, ha commentato in conferenza stampa la vittoria contro il Tofas Bursa dopo un tempo supplementare, nel quarto turno di EuroCup.

«Voglio innanzitutto ringraziare di cuore i nostri tifosi, perché nel momento in cui tutto sembrava andare molto male ci hanno dato le ultime energie per cambiare la partita. A un certo punto sembrava che fosse finita, ma siamo riusciti a reagire. Complimenti ai ragazzi, perché era importante vincere, ma abbiamo fatto di tutto per perdere questa partita.

Capisco che le interruzioni abbiano spezzato il ritmo e fatto perdere la concentrazione ai giocatori, capisco che la partita sia stata lunghissima e che abbiamo alcuni nuovi elementi da inserire, con i quali dobbiamo avere pazienza per trovare la giusta chimica. Capisco tutto, ma per come abbiamo giocato nel primo tempo e in una parte del terzo quarto, avremmo dovuto chiudere la partita molto più facilmente.

Avevo sottolineato due aspetti fondamentali: il controllo dei rimbalzi difensivi e la gestione delle palle perse. Loro sono una squadra molto aggressiva, che pressa a tutto campo e attacca con grande intensità il rimbalzo offensivo. Se perdiamo la battaglia a rimbalzo e commettiamo troppe palle perse, diventa difficile vincere».

Sulla scelta di giocare senza lunghi

È stata una bellissima partita anche per il pubblico, con tante emozioni nel supplementare. A un certo punto sembrava che la gara stesse prendendo la stessa piega della sfida contro Milano: ci siamo innervositi e abbiamo perso lucidità quando loro hanno iniziato a difendere in maniera più aggressiva. La squadra, però, è riuscita a reagire e a riportare la partita dalla propria parte. È d'accordo? Inoltre, in diverse situazioni ha scelto di giocare senza lunghi, rinunciando sia a Kaleb Tarczewski sia a Caruso. È stata una scelta dettata dalla volontà di privilegiare la velocità?

«Sono assolutamente d'accordo con la prima parte della tua analisi. Per quanto riguarda le scelte, io voglio vincere le partite e tengo in campo i giocatori che producono. Che siano piccoli, lunghi o mezzi lunghi, se rendono devono stare sul parquet.

Evidentemente, alcuni giocatori, come per esempio Vi, quando giocano con l'intensità che chiediamo, correndo avanti e indietro e andando a rimbalzo, riescono a produrre molto in poco tempo. Quando, però, si stancano, iniziano a fare danni e devono essere sostituiti.

Quando un giocatore è stanco, infatti, non fa più il tagliafuori, non riesce a contenere gli avversari e rimane dentro l'area. È normale che accada, ma dobbiamo evitarlo. Abbiamo commesso tantissimi errori, sia all'inizio sia nel secondo tempo. Avete visto, per esempio, che quando Din è diventato stanco ha lasciato agli avversari la possibilità di portare palla, mentre lui si è spostato dalla parte opposta. Non si può giocare così quando si è stanchi.

L'ho detto tante volte: sarebbe meglio, e per me sarebbe anche più facile, avere più giocatori in grado di gestire la palla in campo. Ma il nostro roster è questo e dobbiamo adattarci, trovando il modo di affrontare difese aggressive come quella del Tofas».

Sulla reazione dopo la sconfitta contro Milano

Dopo la partita contro Milano aveva detto che la sfida contro il Tofas avrebbe fornito indicazioni sul carattere e sulla capacità di reazione della squadra. Al di là delle difficoltà e del rischio di compromettere la partita, quanta di questa reazione ha visto nel comportamento dei giocatori e quanto ti ha convinto?

«Non l'ho chiesta soltanto alla squadra, ma a tutto il nostro popolo, alla società, alla città di Napoli, dove sempre più persone stanno iniziando a seguire il basket, e a tutto lo staff. Questa doveva essere una partita d'orgoglio.

Abbiamo perso contro Milano, ma dovevamo reagire e dimostrare la differenza tra una buona squadra e una grande squadra. Quando si perde, bisogna presentarsi alla partita successiva molto più forti mentalmente, più aggressivi, più determinati, con orgoglio e la giusta personalità.

Questo è fondamentale se vogliamo diventare una vera squadra di altissimo livello. Senza queste caratteristiche non si può crescere».

Sui progressi della squadra

Nonostante le vittorie, la vediamo spesso molto analitico, critico e razionale. C'è qualcosa che ti soddisfa particolarmente? Ci sono aspetti positivi che ti fanno sorridere e ti permettono di essere sereno?

«Io sono serenissimo, davvero. Ma se la squadra avversaria è più aggressiva della mia, non posso essere soddisfatto.

Il mio sogno è avere una squadra capace di pressare come ha fatto il Tofas. Loro sono arrivati al canestro dieci volte entrando in contatto con noi, senza che noi riuscissimo a rispondere con la stessa fisicità o a subire un fallo. Voglio dire che siamo ancora deboli dal punto di vista fisico. Questa è una caratteristica di diversi giocatori che abbiamo in squadra.

Non esiste il passo indietro nella vita. Se per qualche motivo si fa un passo indietro, poi bisogna farne due in avanti».

Sulle difficoltà difensive contro i piccoli avversari

Anche stasera, un po' come era successo contro Milano, sono emerse alcune difficoltà nel contenere i piccoli. Contro Milano avevamo faticato a tenere Armoni Brooks, mentre stasera è stato il turno di Matthews.

«Anche stasera Reynolds è arrivato al ferro cinque volte. Jones ci ha attaccato in palleggio, arrivando al tiro dalla media distanza, da tre o quattro metri, in tre, quattro o cinque occasioni. Anche un altro avversario, di cui adesso non ricordo il nome, è riuscito a farlo due o tre volte.

Non possiamo permettere che un giocatore più piccolo di noi arrivi vicino al canestro senza che riusciamo a fermarlo, a contenerlo o a prendere uno sfondamento. Non può succedere. Questo è il basket: oggi bisogna rispondere con la fisicità. Purtroppo è così e io non sono soddisfatto».

Sugli obiettivi del Napoli Basket

«Abbiamo vinto quattro partite, ma non siamo il Manchester United o il Manchester City. Non è così, non è così. Dobbiamo essere realisti.

Se siamo ambiziosi come società e vogliamo costruire qualcosa di importante, dobbiamo porci obiettivi all'altezza delle nostre ambizioni, non accontentarci di traguardi piccoli. Questo è chiaro».

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