Spalletti: "Lobotka s'era dimenticato di quanto fosse forte! Kvara veniva da un calcio particolare, Yildiz si può accostare a lui. Ma un altro a Napoli non l'ho valorizzato abbastanza"
08:15
Ultime notizie Serie A - Luciano Spalletti, allenatore della Juventus ed ex Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport.
Con quali giocatori, nella sua carriera, pensa di essere stato determinante? Con chi ha lasciato il segno?
«Ne cito alcuni, i più vividi nella mia mente: Pizarro a Udine, Lobotka e Kvara a Napoli, Salah alla Roma e Cancelo all’Inter».
Ce li spieghi, li vogliamo scoprire dalla sua prospettiva privilegiata.
«Kvara veniva da un calcio particolare, ma Salah consegna un Pallone d’Oro a tutti coloro che lo allenano, sia chiaro. Pizarro da trequartista sono convinto che avrebbe avuto meno risalto rispetto all’agire davanti alla difesa: lì tocchi il 300% di palloni in più. Nel folto e nell’angusto devi strappare gli spazi, come oggi in area di rigore . Lo devi togliere a qualcun altro. Così David ha fatto vedere di più il suo talento. Lobotka l’ho trovato fuori, si era dimenticato di quanto fosse forte perché era un giocatore ai margini. E tu devi giocare su questo fatto, dicendo loro: “Ho scelto te”. Bisogna dire qualcosa, a volte, per farli tranquillizzare. Noi cerchiamo sempre qualcuno che ci dica qualcosa in maniera convincente e che riesca a farcele fare: succedeva ai tempi delle palafitte e capita pure oggi. Ma è sempre il livello del calciatore che fa la differenza, anche perché il calcio è complesso».
Tornando al suo rapporto coi giocatori, chi sente di non essere riuscito a valorizzare abbastanza?
«Adam Ounas a Napoli, senza dubbio».
Torniamo all’attualità e parliamo di Kenan Yildiz, la fucilata nella notte. Lo avvicina già adesso a mostri sacri come Salah o Kvaratskhelia?
«Per me è accostabile a Kvara: ha bisogno solo di giocare un altro po’, ma lo vedo molto simile negli imprevisti che viene a creare. Per come cerca di stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata».

