Ultime notizie Serie A - Luciano Spalletti, allenatore della Juventus ed ex Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport.Â
Con quali giocatori, nella sua carriera, pensa di essere stato determinante? Con chi ha lasciato il segno?Â
«Ne cito alcuni, i più vividi nella mia mente: Pizarro a Udine, Lobotka e Kvara a Napoli, Salah alla Roma e Cancelo allâInter».Â
Ce li spieghi, li vogliamo scoprire dalla sua prospettiva privilegiata.Â
«Kvara veniva da un calcio particolare, ma Salah consegna un Pallone dâOro a tutti coloro che lo allenano, sia chiaro. Pizarro da trequartista sono convinto che avrebbe avuto meno risalto rispetto allâagire davanti alla difesa: lì tocchi il 300% di palloni in più. Nel folto e nellâangusto devi strappare gli spazi, come oggi in area di rigore . Lo devi togliere a qualcun altro. Così David ha fatto vedere di più il suo talento. Lobotka lâho trovato fuori, si era dimenticato di quanto fosse forte perché era un giocatore ai margini. E tu devi giocare su questo fatto, dicendo loro: âHo scelto teâ. Bisogna dire qualcosa, a volte, per farli tranquillizzare. Noi cerchiamo sempre qualcuno che ci dica qualcosa in maniera convincente e che riesca a farcele fare: succedeva ai tempi delle palafitte e capita pure oggi. Ma è sempre il livello del calciatore che fa la differenza, anche perché il calcio è complesso».Â
Tornando al suo rapporto coi giocatori, chi sente di non essere riuscito a valorizzare abbastanza?Â
«Adam Ounas a Napoli, senza dubbio».Â
Torniamo allâattualità e parliamo di Kenan Yildiz, la fucilata nella notte. Lo avvicina già adesso a mostri sacri come Salah o Kvaratskhelia?Â
«Per me è accostabile a Kvara: ha bisogno solo di giocare un altro poâ, ma lo vedo molto simile negli imprevisti che viene a creare. Per come cerca di stare sempre fuori dai tempi di gioco e dalle regole della giocata».Â
