Caiazza: "Maradona non se n'è mai andato davvero. Napoli non lo ricorda, lo vive"
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Nel giorno in cui Diego Armando Maradona avrebbe compiuto 66 anni, Salvatore Caiazza dedica il proprio editoriale sulle colonne de Il Roma al legame speciale tra il fuoriclasse argentino e Napoli. Un rapporto che va ben oltre il calcio e che continua a vivere nella memoria e nell'identità del popolo partenopeo.
Maradona e Napoli, un legame che non conosce fine
Nel suo editoriale, Caiazza sottolinea come il Pibe de Oro rappresenti molto più di un campione entrato nella storia del pallone:
"Ci sono uomini che attraversano la storia e altri che diventano storia. Ci sono campioni che fanno innamorare una città e poi ci sono leggende che quella città non smetterà mai di amare. Diego Armando Maradona appartiene a quest'ultima categoria".
Il 30 ottobre, dunque, non è una giornata da vivere con tristezza, ma un'occasione per celebrare un uomo rimasto profondamente legato alla città: "Oggi avrebbe compiuto 66 anni, ma a Napoli il suo compleanno non è una ricorrenza malinconica: è una festa dell'anima, un abbraccio collettivo a un uomo che, per il popolo partenopeo, non se n'è mai andato davvero".
?Una presenza che si ritrova ancora oggi tra i vicoli, sui balconi e soprattutto ai Quartieri Spagnoli, dove il celebre murale dedicato a Diego continua ad attirare migliaia di visitatori. Caiazza ricorda anche la portata del cambiamento portato dall'argentino: "Nei suoi sette anni in maglia azzurra, Diego non ha soltanto regalato gol, dribbling, magie e giocate impossibili. Ha restituito dignità, orgoglio e speranza a una città che aveva fame di riscatto. Con lui, Napoli ha smesso di guardare gli altri dal basso verso l'alto e ha cominciato a sentirsi grande".
Il messaggio finale dell'editoriale racchiude il significato di un amore senza tempo: "Il compleanno di Diego si festeggia proprio per questo: perché non è una celebrazione della sua assenza, ma della sua presenza. Una presenza quotidiana, potente, quasi tangibile. Napoli non lo ricorda soltanto: lo vive". E il suo ricordo continuerà a essere tramandato di generazione in generazione, "in ogni battito del cuore di questa città".
