Il giorno dopo Liverpool-Napoli...Il mercato aperto per gli altri, il problema di Milik e la paura inglese

Rubriche fonte : di Stefano Napolitano
Il giorno dopo Liverpool-Napoli...Il mercato aperto per gli altri, il problema di Milik e la paura inglese

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. In terra inglese evaporizza il sogno qualificazione agli ottavi. E non solo quello. Sul prato inglese evaporizzano anche la gloria e i denari della Champions e una buona mezza dozzina di calciatori, tutti impauriti, spaventati e ampiamente al di sotto del loro standard.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli è un giorno triste. Anfield canta a squarciagola. Gli azzurri non sembrano temere l’atmosfera. E tengono il pallone. Quel pallone che, non appena i Reds alzeranno il ritmo, finiranno per non vedere più o quasi. La squadra si smarrisce e si perde. E Si abbassa troppo. Come a Torino contro la Juventus e due domeniche addietro a Bergamo. Appare impaurita dal pressing. Specialmente Mario Rui, Hamsik e Maksimovic. Il difensore serbo assicura più copertura e permette all’esterno sinistro di “alzarsi”, ma in fase di costruzione palesa qualche limite. La stazza c’è, ma il piede non l’aiuta. Di contro, però, si finisce per giocare solo sull’out sinistro a discapito di Callejon al quale viene chiesto di sacrificarsi anche in copertura e in fase di attacco non ha mai l’appoggio. Tutto questo per sollevare Mario Rui da qualche compito di copertura e di poter spingere sula fascia. In fase propositiva il portoghese non ne indovinerà una. In fase difensiva si farà scappare Salah in occasione del goal dell’egiziano. Una prestazione da dimenticare al più presto. Fin troppo tardiva la sua sostituzione.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. Gli azzurri si sono difesi con ordine. Il solito ottimo Koulibaly ha giganteggiato nelle retrovie. Albiol, sebbene non al meglio, ha fatto altrettanto. Sempre al posto giusto nel momento giusto. Poi, la frittata di Mario Rui che prova un anticipo senza senso e logica. L’egiziano Salah scappa via, una finta da campione su Koulibaly e palla dentro con Ospina volato per le terre in largo anticipo. Il portiere si rifarà nella ripresa con un paio di ottimi interventi.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. In uno degli stadi più carismatici del mondo, gli azzurri ci arrivano da imbattuti nel girone e a caccia di un risultato positivo. Come detto, l’illusione di potersela giocare, è durata lo spazio di una manciata di minuti. Poi, gli azzurri sono entrati in paura. Insigne, complice un fastidio muscolare, non si è visto quasi mai; Mertens, toccato durissimo in avvio, è ben presto scomparso dal campo. Hamsik ha vagato per il prestigioso prato verde per l’intera gara. Zero idee e mai propositivo nel palleggio. Allan ha corso come al solito tantissimo. Ma anche per lui, troppi gli appoggi sbagliati e pallone riconsegnato agli avversari. Benino Fabian Ruiz. Ha piede, uno solo purtroppo, e personalità. Lotta e corre, ma si perde spesso sul più bello. Calcia poco e quando decide per l’appoggio, è spesso fuori misura. E’ giovane e crescerà. Almeno si spera.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. Nei minuti finali l’assalto della disperazione. Non c’era più nulla da difendere. L’indomito Koulibaly è andato a fare la seconda punta. La prima, quella vera, Milik, ha scaraventato addosso ad Alisson un palone da due metri. In quel preciso istante, si è materializzata l’eliminazione. Personalmente sono uno vecchio stampo. Sono uno di quelli che pensa che quando un centravanti è a due metri dalla porta, la deve buttare dentro. Se nella vita ha deciso di fare il centravanti. E non conta se sei destro o sinistro. Sei a due metri dalla porta. Peccato

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. Per quello che si è visto nelle sei partite del girone, gli azzurri non meritavano di uscire. Vanno avanti gli inglesi per differenza reti. Nove punti come il Napoli, tutti messi insieme tra le mura amiche. Lo scorso anno, in casa, ci costruirono il cammino fino alla finalissima. Come abbia qualcuno fatto credere che non sarebbe stata poi una partita così difficile, resta un mistero. Per gli uomini di Klopp lontano da Anfield ben tre sconfitte su tre partite.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. Gli azzurri “retrocedono” in Europa League. Manifestazione realisticamente più alla portata dell’organico azzurro. Per ben figurare, occorre che le seconde linee inizino a dare di più. Schierate in massa contro il Chievo in casa, delusero tutte. Tanto da “costringere” Ancelotti a schierare la mediana titolare contro il modesto Frosinone. E ieri sera, Allan e Hamsik, ma non solo loro, la fatica l’hanno accusata. Il recupero completo dei vari Ghoulam, Verdi e Younes tornerà utilissimo. Ci sarà la finestra di mercato. Ma quella difficilmente riguarderà il Napoli. E’ vero che il mercato è aperto tutto l’anno. Ma in genere, quello degli altri.

 

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