Prandelli: "Vergara e Seba Esposito giovani? Questo è un problema italiano! In Nazionale uno sicuramente ha incantato"

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Ultime notizie SSC Napoli - Cesare Prandelli, ex allenatore di Fiorentina e Nazionale, parla alla Gazzetta dello Sport.

C’era un’altra Italia?

«C’era un’Italia diversa: faceva pressione, aveva fiducia nel suo gioco, si sacrificava collettivamente se qualcuno perdeva palla. Il Belgio non riusciva a uscire. Ma naturalmente alla base di queste prestazioni ci sono la visione e il coraggio di Roberto».

Quale giovane l’ha colpita di più, premettendo che per noi Vergara, 23 anni, e Seba Esposito, 24, sono giovani…?

«Appunto, quello è un altro problema italiano. Questi ragazzi mi sono sembrati tutti pronti, ma uno sicuramente ha incantato: Kayode. Potenza, forza, tranquillità, velocità, uno contro uno, grande personalità, quei calzettoni abbassati che tradiscono estrema disinvoltura. Va all’attacco, tira. Tutti lo sapevano che era bravo, Mancini però è stato il primo ad avere il coraggio di schierarlo».

Vogliamo parlare di Doumbia? Era in Italia, a Venezia, e l’ha preso lo Sporting per venti milioni, non cinquanta.

«Lo sa perché? Perché siamo prigionieri dei sistemi di gioco rigidi, perché qualcuno ha pensato che non potesse giocare in certe squadre. Invece devono contare di più le qualità tecniche. È la squadra che deve adattarsi: Doumbia può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, può fare l’esterno e il trequartista. È forte».

Possibile non se ne fosse accorto nessuno?

«Sa chi mi ricorda il suo caso? Verratti. Lo convocai in azzurro che ancora giocava in Serie B nel Pescara e in conferenza dissi: “Qualche club italiano s’è accorto che abbiamo un talento?”. Nessuna risposta, infatti poi è andato al Psg. Se lo Sporting investe su Doumbia, qualcuno deve per forza farsi qualche domanda. Bravo Mancini che ha avuto anche un po’ di aiuto dal calendario lungo».

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