De Laurentiis: "Sarri un comunista che pensava solo al denaro, era insopportabile. Ancelotti invece è sereno e disteso"

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De Laurentiis: Sarri un comunista che pensava solo al denaro, era insopportabile. Ancelotti invece è sereno e disteso

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, è intervenuto nel corso di un evento a cura del Corriere del Mezzogiorno. Ecco

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, è intervenuto nel corso di un evento a cura del Corriere del Mezzogiorno. Ecco le sue parole riportate da CalcioNapoli24.it

Sarri? l'ho scelto io contro il parere di tutti: la città fu tappezzata di manifesti contro di me all'epoca. Lui ha saputo farsi amare anche dalle frange più estreme. È un individualista, uno che ha sofferto sui campi in terra, in mezzo ai sassi; soffriva perché veniva esonerato dopo sei partite. Poi ha avuto la cavalcata dalla C alla A e quando abbiamo perso 4-2 contro di lui ho pensato che fosse quello giusto. Volevo Mihajlovic in panchina, ma non mi convinse perché era troppo energico e costringeva i calciatori a seguirlo. L'altro mi sembrava una persona mite, ho scoperto che era troppo insoddisfatto dei suoi trascorsi. Per un comunista basare tutto sul dio denaro portava ad una sindrome di insopportabilitàLo trovavo uno fuori giri, la moglie non poteva venire sugli spalti. 

Quando ho trovato Ancelotti, che sentivo negli ultimi 5 anni, ho trovato un uomo sereno e disteso con mille interessi con il quale si può sedersi e passare una serata senza parlare di calcio. Dicevo a Sarri "ma chi compriamo?" lui diceva che non ne voleva sapere nulla.

 

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