300 milioni versati agli agenti: Malagò vuole ridiscutere le regole sulle commissioni dei procuratori
10:00
Il calcio italiano si trova davanti a diverse questioni da affrontare. Da una parte c’è il rilancio della Nazionale, reduce da tre Mondiali mancati, sul quale Roberto Mancini sta lavorando dopo la chiamata di Malagò, con i primi segnali che sembrano incoraggianti. Dall’altra emerge un problema più silenzioso, ma altrettanto delicato: l’influenza crescente dei procuratori sul sistema.
Il potere degli agenti e la sfida di Malagò
È proprio sul fronte del potere degli agenti che potrebbe assumere un ruolo centrale l’asse tra Malagò e Simonelli, rispettivamente presidente della Federcalcio e numero uno della Lega Serie A. Una collaborazione che aveva già contribuito alla candidatura e all’elezione di Malagò alla guida della Federcalcio.
Il nuovo presidente vuole lasciare un segno durante il suo mandato e tra le priorità potrebbe esserci una revisione del ruolo dei procuratori. Il tema è quello di un’influenza diventata, secondo questa analisi, eccessiva nella gestione di contratti e rapporti con calciatori e allenatori, anche con la complicità di alcune società.
Il quadro non è però uniforme: accanto a professionisti seri e preparati, vengono segnalati operatori accusati di muoversi in maniera aggressiva e poco trasparente. Per questo l’obiettivo, secondo il Corriere della Sera, sarebbe rafforzare le regole, anche sulle percentuali delle commissioni, già previste ma spesso aggirate.
Secondo l’ultimo report della Federcalcio, le commissioni versate agli agenti si aggirano intorno ai 300 milioni di euro. Una cifra enorme che alimenta il dibattito sul peso economico dei procuratori, alcuni dei quali hanno progressivamente ampliato il proprio ruolo fino a entrare in territori tradizionalmente affidati ai direttori sportivi.
Federcalcio e Serie A, storicamente spesso contrapposte, sembrano oggi più vicine. L’idea potrebbe essere quella di costruire una linea comune anche a livello europeo, considerando che il problema supera i confini italiani. Dopo la tessera invocata da Buonfiglio, nell’agenda di Malagò e Simonelli entra così anche il dossier procuratori
