Di Napoli: "Non voglio nemmeno immaginare che Lucca si sia dimenticato improvvisamente come si giochi a calcio"

Le Interviste ico calendario ico orologio21:45  

A “1 Football Club”, programma radiofonico su 1 Station Radio, è intervenuto Arturo Di Napoli, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Inter. Di seguito, un estratto dell’intervista.  

I partenopei erano partiti discretamente bene contro il Villarreal, almeno fino al gol subito in seguito a quell’errore. Possiamo parlare di una responsabilità condivisa tra Politano e Milinkovi?-Savi? oppure assolve il portiere?

“Io credo che, quando si prende gol, sia necessario analizzare tutto il contesto. È chiaro che si tratta di un errore che purtroppo può capitare. Quello che non deve accadere, però, è ciò che è successo dopo il gol subito. Andare a giocare a Villarreal, su un campo complicato e difficile, contro una buona squadra, non è semplice. Il Napoli ha perso le misure, ha perso sicurezza e ha disputato una partita di sofferenza, una sofferenza davvero enorme. Non ce lo aspettavamo, perché contro il Frosinone il Napoli aveva mostrato un assetto tattico differente, il 3-4-3, e soprattutto con Kevin De Bruyne in cabina di regia sembrava aver trovato un buon equilibrio. Allegri ha tenuto a specificare che sarebbe stato proprio Kevin De Bruyne a chiedere di giocare un po’ più avanzato, possiamo dire che forse il belga avrebbe dovuto ascoltare il mister, non ci sono dubbi. Anche Allegri, ieri, nel post-partita, ha sottolineato quanto la Champions League porti via energie. La qualità degli avversari si alza, i ritmi aumentano e, di conseguenza, è necessario avere tutti i giocatori al massimo della forma, soprattutto nelle posizioni più congeniali alle loro caratteristiche. Queste, però, sono situazioni interne che devono chiarire l’allenatore e De Bruyne. Io credo che il tecnico debba dettare la linea e che i giocatori debbano seguirla. La capacità di un allenatore sta proprio nel mettere i propri calciatori nelle condizioni di esprimersi al meglio. Quindi dobbiamo invitare De Bruyne ad ascoltare e assecondare un po’ di più le indicazioni di mister Allegri. Contro il Frosinone, abbiamo visto un Napoli molto positivo, brillante: è stata davvero una bella squadra. Quella prestazione aveva aperto gli occhi a tutti e ci aveva fatto pensare che il Napoli avesse trovato la dimensione giusta. Poi, però, sono cose che nel calcio possono succedere.”

C’è un filo conduttore tra Napoli e Inter, ma agli antipodi: l’attacco. Come si risolve la situazione Lucca? 

“Io non voglio nemmeno immaginare che Lucca si sia dimenticato improvvisamente come si giochi a calcio. Come ho detto tante volte, Udinese e Napoli sono società con obiettivi differenti: è chiaro che la pressione che si vive a Napoli non è la stessa di Udine. Però questo ragazzo ha qualità e non è possibile che abbia improvvisamente dimenticato il proprio ruolo, che è quello di fare l’attaccante, far respirare la squadra e trovare la via del gol. Io insisterei su di lui. Bisogna dargli fiducia e continuità, perché non possiamo trascurare nemmeno l’aspetto fisico. È un giocatore longilineo, che ha bisogno di minutaggio e continuità per entrare in condizione.” 

In casa Inter, la conferma e la certezza di questa squadra continuano a essere Lautaro Martínez, che forse, se fosse supportato da una vittoria europea dell’Inter, potrebbe competere anche per il Pallone d’Oro. È d’accordo? 

“Credo che abbia dimostrato, sia con l’Inter sia con la Nazionale argentina, di essere un giocatore di assoluto spessore e di grande livello. È chiaro, però, che per competere per il Pallone d’Oro siano necessarie anche alcune vittorie in campo europeo. Al di là del premio individuale, Lautaro è un vero leader dell’Inter.”

Alle sue spalle sta crescendo un grande Pio Esposito. È anche un barlume di speranza per la Nazionale italiana?  

“Io credo che questo ragazzo abbia grandi qualità. Ha dalla sua parte la giovane età, ma anche una grande umiltà: si sacrifica, lavora e sa quanto siano fondamentali gli aspetti fisico e mentale. È un giocatore importante per la nostra Nazionale, ma non soltanto, perché parliamo di un ruolo che negli ultimi anni è stato un po’ dimenticato. Dopo attaccanti come Luca Toni e Bobo Vieri, oggi facciamo fatica a trovare un vero ariete. Esposito potrebbe dare continuità a una tradizione che, nella storia del nostro calcio, ha visto protagonisti Toni e tanti altri grandi centravanti.”

Mi sta citando dei fenomeni del passato. Mi sta dicendo, quindi, che Pio Esposito ha le stimmate del fenomeno? 

“È un giocatore di assoluto valore, che ha dalla sua parte l’età e il fatto di giocare in un club tra i più prestigiosi al mondo, almeno per storia e titoli in campo internazionale. Credo che ci siano tutti i presupposti perché possa diventare un titolare dell’Inter e della nostra Nazionale. Questo, secondo me, dà la dimensione del valore del ragazzo.”

L’Inter, però, sembra avere una grave pecca nella propria rosa, emersa ancora una volta anche ieri sera. Mi riferisco al portiere Josep Martínez, che non sembra offrire le garanzie necessarie per gli obiettivi nerazzurri: confermarsi in campionato vincendo lo scudetto e arrivare il più lontano possibile in Champions League. È d’accordo?

“Il ruolo del portiere è particolare. Gli errori commessi da un estremo difensore possono tradursi direttamente in un gol subito, ed è una situazione diversa rispetto a ciò che può accadere a un centrocampista o a un attaccante. Io, però, lo ritengo un buon portiere. Quello che è successo può essere considerato un incidente di percorso, qualcosa che nel calcio può capitare. È chiaro che all’Inter si è abituati a una grande tradizione di portieri, da Gianluca Pagliuca a Walter Zenga, passando per tanti altri. Per questo motivo, oggi gli errori vengono messi maggiormente in risalto. Io, comunque, lo reputo un buon portiere e credo che gli si debba dare fiducia.”

In campionato, l’Inter è ancora la squadra da battere?

“Credo proprio di sì, perché lo ha dimostrato sul campo. Ha una rosa competitiva e, rispetto alle altre squadre, dispone di una panchina molto interessante. Juventus, Roma e Napoli, secondo me, non hanno lo stesso livello di alternative a disposizione. Questo è uno degli elementi che rendono l’Inter la squadra più forte.” 

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top