Perchè quelli del Napoli sono allenamenti congiunti e non amichevoli? La spiegazione

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Allenamenti congiunti, non amichevoli. Da un paio di anni il Napoli a Castel Volturno organizza delle partitelle contro squadre di diversa categoria, durante le pause per gli impegni delle nazionali oppure a metà settimana. Perchè si chiamano allenamenti congiunti e non possono essere definite amichevoli?

La ragione è nei meandri del regolamento della Lega Serie A, che impone paletti ben precisi per l’organizzazione delle partite, che possono essere quelle lì estive a Dimaro e Castel di Sangro contro squadre italiane ed estere, ma anche quelle al centro sportivo di Castel Volturno, che sia quella odierna con l’Avellino oppure quelle dell’ultimo biennio sotto la guida di Antonio Conte. Ad aiutare nella definizione, dicevamo, c’è il regolamento della Lega Serie A. L’articolo 33 è quello dedicato ad amichevoli ed allenamenti, ma cosa dice? Di seguito il testo integrale.

  1. La disputa di gare amichevoli deve essere autorizzata dalla Lega Serie A almeno cinque giorni prima della data stabilita per la disputa delle gare stesse. Nel concedere l'autorizzazione a disputare gare amichevoli, si tiene conto degli impegni di Campionato e di Coppa Italia delle Società Associate.
  2. La Società Associata ospitante deve richiedere, tramite la Lega Serie A, l'invio del direttore di gara e degli assistenti.
     
  3. La Lega Serie A, nel concedere l'autorizzazione di cui ai commi 1 del presente articolo, tiene conto degli impegni di Campionato e di Coppa Italia.
     
  4. Le Società Associate in trasferta per gare di Campionato o di Coppa Italia non possono disputare, se non hanno ottenuto il preventivo benestare della Società Associata ospitante, gare amichevoli in località distanti meno di 100 km, calcolati secondo i dati ufficiali dell'Ente Ferrovie dello Stato, dalla città nella quale deve aver luogo la gara di Campionato o di Coppa Italia.
     
  5. Le Società Associate non possono disputare gare amichevoli nella città ove nel medesimo giorno si svolgono gare di Campionato di Serie A e B o altre gare ufficiali organizzate dalla Lega Serie A.
     
  6. Per le gare amichevoli con ingresso non a pagamento od a porte chiuse è dovuto solo il rimborso delle spese di trasferta del direttore di gara e degli assistenti.

Insomma, in poche parole serve un po’ di burocrazia mista a scartoffie. Organizzare un allenamento congiunto è molto più semplice. La differenza fondamentale risiede al comma 7 dell'Art. 33 del regolamento della Lega Serie A:

“Sono considerate gare di allenamento quelle che si svolgono a porte chiuse o con ingresso gratuito, anche senza l'osservanza dei tempi regolamentari. Per tali gare non si applicano le norme contenute nei commi precedenti”

Volendo riassumere in tre punti:

  1. Assenza di burocrazia e autorizzazione preventiva: Una vera e propria gara amichevole richiede l'autorizzazione formale della Lega Serie A da inoltrare almeno 5 giorni prima della disputa (comma 1). Per gli allenamenti congiunti non è necessaria tale richiesta.
  2. Designazione degli arbitri: Nelle amichevoli ufficiali è la Lega Serie A a dover richiedere l'invio del direttore di gara e degli assistenti all'A.I.A. (comma 2), mentre negli allenamenti congiunti si possono impiegare tecnici o collaboratori interni, senza designazione formale della terna arbitrale. Se volesse, potrebbe arbitrarli - per assurdo - anche lo stesso Allegri.
  3. Svolgimento a porte chiuse e tempi flessibili: Gli allenamenti congiunti si disputano senza pubblico (a porte chiuse) e permettono di non rispettare i tempi di gioco tradizionali (es. tempi da 30 o 40 minuti, interruzioni personalizzate per motivi tattici).

In sintesi, definire un test a Castel Volturno come "allenamento congiunto" permette di evitare la complessa macchina organizzativa e burocratica imposta dalla Lega Serie A per le amichevoli ufficiali (come quelle estive a Dimaro e Castel di Sangro).

Per quanto riguarda invece le amichevoli estive contro squadre estere a Castel di Sangro, ormai un’abitudine ben consolidata negli anni da parte della SSC Napoli, c’è l’articolo 34 dello statuto della Lega Serie A relativo proprio alle partite con squadre estere o giocate direttamente all'estero

  1. Le Società Associate che intendono disputare gare amichevoli con squadre estere devono segnalare tempestivamente alla F.I.G.C., tramite la Lega Serie A, tutte le inerenti trattative e presentare, almeno 10 (dieci) giorni, o nell'eventuale maggior termine previsto dai Regolamenti Internazionali, prima della data stabilita per la disputa della gara, richiesta di autorizzazione in duplice copia alla Lega Serie A. Questo provvede ad inoltrarla alla F.I.G.C., corredata del proprio parere tecnico-sportivo anche in relazione agli eventuali impegni di Campionato o di Coppa Italia della Società Associata richiedente. Ove la squadra estera si trovi già in Italia per disputare altre gare, la richiesta di autorizzazione può essere inoltrata alla Lega Serie A entro le ore ventiquattro del quarto giorno precedente quello fissato per la gara. Le Società Associate che intendono disputare gare con squadre nazionali estere devono svolgere ogni inerente trattativa per tramite della F.I.G.C., cui compete in via esclusiva ogni rapporto con la F.I.F.A., con l'U.E.F.A. e con le Federazioni estere.
     
  2. Le Società Associate devono richiedere all'A.I.A., tramite la Lega Serie A, l'invio degli arbitri e degli assistenti.
     
  3. Le Società Associate che intendono partecipare a tornei o gare amichevoli al di fuori del territorio nazionale devono osservare le disposizioni dei precedenti commi 1 e 2.
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