Insigne: "Napoli? Pur di ritornare ero pronto a firmare a 1.500 euro al mese: pensai testuali parole. Non ci sono rimasto male, ecco la verità"

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Lorenzo Insigne ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek dove ha raccontato perché il suo ritorno al Napoli non si è concretizzato lo scorso gennaio. Ci furono dei contatti prima della firma con il Pescara

Ultime notizie calcio Napoli - Lorenzo Insigne ha rilasciato una lunga intervista al settimanale “Sportweek” della Gazzetta dello Sport. L’attuale calciatore del Pescara ha raccontato come ha trascorso il suo periodo a Toronto e svelato un retroscena sul suo ritorno al Napoli lo scorso gennaio: “A Toronto, in Canada, dove ho giocato dal 2022 a giugno, non sono mai stato al cento per cento fisicamente: mi infortunavo, pur di tornare in campo giocavo che non mi ero ancora ripreso del tutto e mi facevo male di nuovo. Nel calcio nordamericano non esistono le retrocessioni: sono stato 12 anni nel Napoli, mi è mancata la pressione cui ero abituato. Con la mia famiglia stavo benissimo a Toronto, infatti ogni tanto sentiamo un po’ di nostalgia. Facevamo una passeggiata, andavamo a prendere il gelato, portavo i bimbi al parco…Tutte cose che a Napoli non potevo fare. Differenze con Napoli?A Toronto c’è molto più traffico. La sola differenza è che là potevo uscire serenamente e a Napoli no, ma Napoli mi è mancata, perché Napoli è casa mia”.

Lorenzo Insigne a Sportweek: “Napoli? Mi ero proposto a 1.500 euro al mese: dissi testuali parole”

Lorenzo Insigne ha spiegato a Sportweek perché non si è concretizzato il suo ritorno a Napoli nella sessione di calciomercato dello scorso gennaio: “Ai miei inizi nel Napoli stavo ad ascoltare gli altri, anche perché ero molto giovane. Imitavo gesti e comportamenti dei più grandi, parlavo poco. Crescendo mi sono preso i miei spazi, la fascia di capitano ha fatto il resto. Ma quello spogliatoio aveva tanti campioni dalla forte personalità, il mio compito era più facile rispetto a oggi. Se mi è arrivata una chiamata dal Napoli? I miei interlocutori erano preoccupati dal fatto che da giugno a gennaio io mi fossi allenato da solo. Ho sempre detto che, col mio fisico, mi sarebbero bastati 15-20 giorni per tornare in forma, ma loro volevano un giocatore pronto. A Napoli sarei tornato a piedi. Mi hanno contattato un paio di settimane prima di firmare per il Pescara, non ci dormivo la notte. Pur di vestire di nuovo quella maglia mi ero proposto al minimo di stipendio, 1.500 euro al mese. “Se poi dimostro di star bene, rinnovo. Sennò smetto, ma con la squadra del mio cuore” pensavo. Non ci sono rimasto male perché le scelte altrui vanno rispettate. E poi, dopo Napoli nel mio cuore c’è Pescara”.

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