De Napoli: "Anguissa è una potenza, ma io un sacrificio importante lo farei per rinnovare Lobotka"
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Nando De Napoli si schiera apertamente dalla parte di Massimiliano Allegri durante l'intervista rilasciata a Tuttosport. L’ex centrocampista del Napoli, protagonista della squadra azzurra tra il 1986 e il 1992 e vincitore di due Scudetti e diverse coppe, invita a non avere fretta nei giudizi sul tecnico. Il suo messaggio è chiaro: serve tempo per costruire una squadra con una precisa identità.
Nando De Napoli difende Allegri e avverte il Napoli «In questo momento si», risponde De Napoli quando gli viene chiesto se ritenga eccessive le critiche rivolte all’allenatore. Anche la prossima sfida, però, nasconde delle insidie.
Sabato sera al Maradona arriverà il Frosinone di Alvini, reduce da un ottimo momento. «Partita tutt’altro che semplice. Se non fa attenzione, il Napoli rischia brutte sorprese. Il Frosinone gioca bene e corre forte, inoltre può contare su elementi molto interessanti».
De Napoli conosce bene Allegri anche per aver condiviso con lui l’esperienza al Cagliari. E già allora intravedeva le qualità che avrebbero portato il tecnico ai massimi livelli: «Direi di sì. Max era un numero 10 attento a tutto in allenamento. In campo dirigeva il gioco e la squadra. Si vedeva già allora che sarebbe diventato un ottimo allenatore».
Uno dei problemi del Napoli, secondo l’ex mediano, riguarda il centrocampo. «Purtroppo sì. Anguissa tra gli infortuni e qualcos’altro quest’anno non è proprio in forma».
Tra i giocatori che più lo convincono c’è invece Lobotka: «Mi piace tantissimo Lobotka».
E, dovendo scegliere tra lo slovacco e Anguissa in vista delle scadenze contrattuali, non avrebbe dubbi: «Anguissa è una potenza, ma io un sacrificio importante lo farei per rinnovare Lobotka. Terrei di più quest’ultimo: fa girare la squadra».
Infine, un nome per il futuro: Romano del Cagliari. «Romano del Cagliari è molto interessante. Sta crescendo bene e si è meritato la fiducia di Mancini, che l’ha lanciato subito in Nazionale. Non era facile reggere l’urto delle critiche post Belgio, ma il ragazzo ci è riuscito. Inoltre essendo un 2006 ha ancora diversi margini di crescita».
