L'editoriale di Corbo: "Verdi può sostituire anche Mertens, ma fondamentale sarà Milik! Juve-VAR, l'ennesima coincidenza..."

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Vi proponiamo di seguito l'editoriale del collega Antonio Corbo per l'edizione odierna de La Repubblica:  L’ingegnere Gianpaolo

Vi proponiamo di seguito l'editoriale del collega Antonio Corbo per l'edizione odierna de La Repubblica: 

L’ingegnere Gianpaolo Calvarese esce all’improvviso dal suo soffice anonimato. A 41 anni si può anche provar noia di Teramo e della quieta bellezza della Val Vibrata. Sono arbitro di serie A, ma chi mi conosce? Ogni partita è buona. Il crocevia è Cagliari, dove Calvarese ha un sussulto di vanità. Rifiuta il confronto con la Var, un ingegnere che non si fida delle tecnologie è come un medico che boccia gli antibiotici. È solo una fortunata coincidenza: va in archivio con qualche dubbio il gol di Bernardeschi.
Una fatalità: c’è la Var, ma non può captare ombre sulle vittorie della Juve. Dopo 20 partite che avevano fatto apprezzare il nuovo strumento di garanzia, scoppia il caso. E c’è di mezzo la Juve. Dev’essere imbarazzante l’ennesima coincidenza. È forte, molto forte, forte quanto il nuovo Napoli, ma il sospetto è ormai uno stalker che si è invaghito della Juve, la perseguita, non la lascia in pace. Lo sa bene anche il presidente del Cagliari, il milanese Tommaso Giulini. Reagisce, s’illude di protestare, ma sbatte contro sorrisi e perplessità dello studio notturno di Sky. Presidente, ma davvero dice?

Dopo le ferie, riprende un campionato diverso. Per almeno quattro motivi. 1) Le squadre che hanno cambiato allenatore si sono rimesse in moto. 2) Il passaggio da un gioco scanzonato ad uno più equilibrato e puntiglioso (Udinese, Torino, Cagliari, Sassuolo, Genoa, Benevento) eleva la durezza degli scontri anche per le prime. 3) Lo scudetto registra solo due prenotazioni, Napoli e Juve, sparite Inter e Roma. 4) Nel duello al vertice si inserisce l’odioso e magari infondato dubbio di parzialità.

Niente di peggio per il Napoli che cedere al vittimismo. Ha acquistato grazie a Sarri una fierezza che lo rende più sicuro.
Un’autorevolezza di comportamenti che neanche 200 violenti possono incrinare. Indegno l’assalto di sabato mattina ai tifosi del Verona.

Aumentano le difficoltà anche per Napoli e Juve, non a caso sabato hanno atteso 65 e 70 minuti per buttare giù le difese di Verona e Cagliari. Tocca a Sarri nel suo laboratorio studiare nuovi sistemi. Mertens è circondato. I tagli sono efficaci quando le difese si aprono, lasciando spazi. L’assist diagonale di Insigne a Callejòn è passato perché il Verona si era aperto dopo il gol gol di Koulibaly. Ecco, quel gol dimostra come calci piazzati e gioco alto possano integrare triangoli bassi e possesso palla, se per oltre un’ora non crolla il Verona, penultimo in classifica. Diventa la varietà di temi offensivi la vera forza.

Giusto che arrivi Verdi, brevilineo dai piedi sapienti, rapido nel corto, esterno che può sostituire anche Mertens al centro. Ma nei finali convulsi, il Napoli non può rinunciare a un bomber d’urto. Koulibaly è micidiale, finché rappresenta una sorpresa. E sui calci piazzati. Più difficile che possa andare spesso in avanti per girare di testa i cross. Fondamentale il ritorno di Milik, presto e in condizioni perfette. Da sperare che dal mercato Sarri gradisca per l’immediato Inglese, o un altro della sua fisicità. Nessun dettaglio va trascurato. Il Napoli non è stato mai così temibile per la Juve. Mai più sicuro di sé. Mai più vicino allo scudetto.
 

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