Da Anconetani al patto dell'85: quando i ritiri diventano leggenda

Notizie ico calendario ico orologio18:15 fonte : Marotta - Il Roma

De Laurentiis un po’ come Celletti, l’inflessibile vigile magistralmente interpretato da Albero Sordi. Dopo l’ultima infrazione, ha decretato il ritiro della “patente” per i suoi calciatori, relegandoli nella splendida cornice di Castelvolturno. Tutti in ritiro, per meditare sugli errori commessi e per provare a ripartire. Il classico che non invecchia mai, la ricetta per guarire da ogni male, adoperata spesso in passato, prima di diventare demodé. L’ha rispolverata il Presidente, adirato per “lo squallore” delle ultime apparizioni. Basterà per invertire la rotta, per ritrovare la sempiterna e misteriosa amalgama? Per Borlotti, storico proprietario della Longobarda, non v’erano dubbi e i risultati arrivarono realmente. E la pensava più o meno allo stesso modo Angelo Massimino quando, da ‘Presidentissimo’ del Catania, intendeva comprare proprio l’amalgama. E che dire di Costantino Rozzi che pur di salvare il suo Ascoli, sarebbe stato disposto a “chiamare anche una fattucchiera o anche a stabilire compromesso col padreterno”. Altrettanto risoluto Romeo Anconetani che spesso portava il suo Pisa in ritiro a Volterra per preparare le sfide più delicate, quelle che non si potevano sbagliare perché volevano dire salvezza o promozione. Qualcuno le prendeva come punizioni. Ma Romeo i suoi ragazzi li trattava come figli e per loro cucinava pure, nel ritiro. Il primo Napoli di Maradona, imbrigliato nei bassifondi della classifica, fu costretto a radunarsi a Vietri sul mare per provare ad uscire dalla crisi. Si presentarono tutti, tranne Maradona, poi convinto da Bruscolotti. Dopo quell’incontro chiarificatore, gli azzurri spiccarono il volo. Scene simili durante la gestione Bianchi, quando la località prescelta per il raduno (Madonna di Campiglio) fu ribattezzata “Madonna di scompiglio”, per i vivaci alterchi tra Dieguito (e non solo) e il mister. Nell’ottantotto, il pibe e Bianchi, dopo una serie di attacchi reciproci, firmarono la pace di Lodrone. E da un ritiro, improvvisato da Montervino e Montesanto in quel di Paestum, sarebbero nate le fortune del nuovo Napoli. La soluzione, col passare degli anni, è divenuta sempre meno frequente perché in contrasto con l’evoluzione (positiva o negativa) che ha caratterizzato il mondo dello sport e del professionismo in generale. Tant’è che anche il consueto “ritiro estivo” sta lentamente scomparendo, per lasciare il posto alle tournée, ai voli transoceanici e agli importanti ritorni economici. Sorprende, quindi, la scelta di De Laurentiis, l’innovatore per antonomasia, costretto ad aggrapparsi al “vecchio” per non perdere il treno del futuro.

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