Chiariello: "Vergara non era considerato da Conte, doveva andare in B! Situazione terrificante, un giorno parleremo del mercato e delle responsabilità di una Champions disastrosa"
23:45
Umberto Chiariello, giornalista di Canale21, con il suo classico editoriale post-partita
«Il Napoli perde pezzi, ma scopre talenti.
Ancora una volta la stella di Vergara ha brillato sul terreno del Maradona.
Dovevano davvero infortunarsi tutti per scoprire l’ultimo della lista?Non era nella considerazione del tecnico, doveva andare in prestito, forse in Serie B. Chissà se qualcuno lo avrebbe preso: Palermo, qualcun altro… si parlava di tante squadre. Chissà se lì avrebbe trovato una collocazione precisa. Boh.
Fatto sta che proprio nel momento della disperazione più totale, non avendo più alternative – perché la vicenda Neres ha ancora contorni molto scuri sui quali prima o poi bisognerà fare luce – si è dovuti ricorrere all’ultimo giocatore con quelle caratteristiche offensive.
Ebbene, Vergara ha mostrato un talento purissimo, una personalità e una prontezza da grandi palcoscenici impressionanti, con un’immediatezza nel calarsi nei panni del calciatore di alto profilo davvero rara.
Sono quattro partite che gioca: non si risparmia un secondo, tiene botta nei contrasti, recupera palloni, argento vivo. Energia pura, idee, tecnica e gol. Due gol. E che gol: contro Chelsea e Fiorentina.
Talento purissimo.
E poi diciamo che in Italia non ci sono talenti.L’Atalanta uno come Zappacosta lo manda in prestito e poi scopre che è un terzino straordinario. Sono i casi della vita.
Pochi giorni fa citavo il caso di Gianfranco Zola – vicenda che sicuramente racconterà meglio Rino Cesarano, che ne fu protagonista – un ragazzo che arrivò a Napoli già adulto, 25-26 anni, reuccio della Sardegna con la Torres in Serie C, ma non considerato da nessuno.Era stato preso, girato a Lecce, tutto fatto. Poi, per una serie di circostanze, non partì.
A marzo Maradona fu squalificato. Zola si mise sulle spalle la maglia numero 10 più pesante del mondo. Diventò uno dei giocatori simbolo della Premier League, della Hall of Fame inglese, una leggenda del Chelsea. A Napoli fece cose straordinarie, poi a Parma. Le carriere sono fatte di sliding doors.Ciro Ferrara era destinato a un prestito in Serie C. Lo fecero giocare terzino sinistro contro un’ala rognosa, Montesano: una partita terrificante, sembrava bruciato.
D’estate si parlava di farlo partire. Poi si infortunano contemporaneamente Ferlaino e Carannante. Ferrara resta, gioca, il Napoli vince lo scudetto e lui diventa un pilastro del Napoli di Maradona: due scudetti, Coppa Italia, Coppa UEFA. Vince tutto.Oggi è San Ciro: a lui vanno gli auguri e il nostro omaggio alle carriere che cambiano per caso.
Vergara era pronto a partire, come Marianucci, Ambrosino e altri.
Vergara ha 22-23 anni, è un 2003. A 23 anni non sei più “giovane”: o sei un giocatore o non lo sei. I giovani sono i 17enni, i 2008, i 2009. Non i 2003.A Napoli oggi abbiamo scoperto un talento puro, ma questa vittoria è soprattutto una vittoria della volontà: del gruppo, dell’abnegazione, dell’essere squadra oltre ogni ostacolo.
Perché oggi si è rotto anche il capitano. Un altro infortunio che appare grave. Non sappiamo nulla di ufficiale e facciamo tutti gli scongiuri, ma per come è avvenuto l’incidente sarebbe sorprendente se non fosse serio.Nel frattempo abbiamo perso un altro titolare e dato via Marianucci, con il mercato che chiude a breve. È una situazione terrificante.
Un giorno parleremo del mercato e delle responsabilità di una Champions disastrosa: otto punti in otto partite, girone alla portata, sei gol subiti da una squadra eliminata. Eliminazione fallimentare, inutile girarci intorno.La stagione però non è fallimentare. Il Napoli resta a galla con le unghie e con i denti.
Gutiérrez – tanto criticato – tira fuori dal cilindro un sinistro magico. Conte dirà: “Avete visto? Avevo ragione io”.Lo stesso discorso vale per tanti casi del passato: Zúñiga, Ghoulam, terzini massacrati e poi diventati grandi.
Il Napoli soffre, ma vince. E stasera non posso non spendere due parole per Meret.Meret è stato fenomenale. Non solo per la parata di puro riflesso su Gudmundsson, ma soprattutto per quella su Piccoli, deviata sul palo con la punta delle dita: una parata clamorosa. Anche sul gol subito aveva fatto il possibile.
Questo Napoli è fisicamente e mentalmente stremato: nove partite in meno di un mese, sempre con gli stessi uomini. Conte cambia sistema, si adatta, trova soluzioni. Arriva Neres, fa il fenomeno, poi si rompe.
Di Lorenzo diventa perno della difesa a tre… e si rompe anche lui.Che dobbiamo fare?
Il mercato forse porterà un esterno. Forse resisteremo alle offerte per Olivera. Lunedì sapremo.
Quello che sappiamo è che oggi il Napoli ha trovato risorse incredibili per portare a casa una vittoria che vale più di tre punti.Un pareggio dal 2-0 al 2-2 avrebbe prodotto il caos. Invece lo sfascio è stato evitato, anche se la situazione resta grave.
Ultima nota arbitrale: il presunto rigore non è rigore. Mano in appoggio a terra, regolamento chiaro. Giusto non intervenire, così come è giusto non punire il contatto su Vergara: non volontario.
Se per essere tifosi bisogna gridare al complotto, io non ci sto.
A me non mi avrete.Ora un abbraccio al capitano Di Lorenzo. Le immagini dell’infortunio sono state durissime. È un incidente di gioco, una caduta sfortunata. Ma una sequenza di infortuni così, a memoria d’uomo, è difficile da ricordare.
Su questo, a fine stagione, il club dovrà fare riflessioni serie.
E magari anche su Vergara: perché certi talenti non nascono in un mese. C’erano già»
