Diego Maradona jr: "Papà con le giuste cure non sarebbe morto"
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Diego Maradona jr Le parole di Diego Armando Maradona Jr sulla morte del padre in una lunga intervista a FanPage
Diego Armando Maradona Jr rilascia un'intervista a FanPage ad 1 anno dalla morte di suo padre Diego Armando Maradona.
Maradona, intervista di Diego Jr
Queste le parole di Diego Jr che ricorda suo padre:
"Per me era papà, ma a volte anche Maradona. Certe volte lo guardavo e davanti a me scorrevano le immagini che avevo da tifoso, come la punizione con la Juventus. Non era semplice, anche per lui. Perché non ha mai avuto la tranquillità che desiderava da quando aveva 16 anni. Non poteva andarsi a bere un caffè senza problemi. Era il prezzo da pagare per essere Maradona.
L'ultima volta che ci ho parlato era il giorno dopo l'operazione, 20 giorni prima della morte. Io mi sono ammalato di Covid e lui è finito in quel periodo. Io e i miei fratelli non siamo medici, quindi non abbiamo mai preso noi certe scelte mediche. Oggi c'è una magistratura che sta indagando, abbiamo già trovato tante firme false sue su alcune cartelle cliniche. Io ho un'idea, che curato bene non sarebbe morto, questo è poco ma sicuro. Vedremo chi capirà.
Ero geloso di papà, ma mi fa piacere condividerlo con gli altri. Il grande amore della gente mi ha aiutato tanto. L'affetto della gente mi ha dato una grande mano. Vado allo stadio da quando avevo 4 anni. Non farei mai causa al Napoli, io sono tifoso del Napoli e vado allo stadio con il biglietto regolarmente. Sono impazzito quando ho letto di una causa mia contro il Napoli. Mi riferivo a chi ha venduto l'immagine di mio padre senza il nostro consenso. E' stato un amico leale di papà, ma ora non c'entra più niente.
Cose gravi davanti a me mai successe, nemmeno marijuana. Qualche schifezza sì ma cose che gli dicevo e facevo notare anche in momenti nostri da solo, ma non cose gravi. Lui non era una persona facile. Non è che gli dicevi una cosa e diceva 'ah ok'. Con me non si è mai alterato, al massimo chiudeva il discorso. Era imprevedibile anche nelle realzioni. A volte non ti rispondeva per giorni, altri ti chiamava di continuo.
Spesso mi insultano, nonostante mi comporti bene o male mi dicono 'tu c'entri sempre'. Spero che i miei figli non siano infelici. Mi auguro che siano convinti delle proprie scelte. Ho sempre voluto essere nel calcio, ma ho perso la passione per il sistema, non per il calcio. L'influenza di papà è stata importante. Mi sono divertito con lui e sono stato bene. ".
