Il Roma - Aurelio mette squadra e tecnico spalle al muro: tensione alle stelle, si profila l'ipotesi esonero ma...

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio11:40 fonte : Salvatore Malfitano - Il Roma

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Attenuanti non ce ne sono. I soliti problemi, stavolta, si sono tradotti nell'eliminazione dalla Coppa Italia. Niente opportunità di giocarsi una finale, niente partecipazione alla Supercoppa (per cui bastava praticamente il solo accesso in finale) e nemmeno la possibilità di guadagnarsi l'Europa League senza doversi preoccupare della classifica in campionato. Troppe, le perdite, visto anche il modo in cui sono maturate. La necessità di rimettersi in sesto, adesso, è primaria. Lo scontro diretto con la Fiorentina di domenica potrebbe rappresentare l'ultima spiaggia per riprendere quota in campionato e guadagnare qualche posizione in classifica; un discorso che il Napoli deve riprendere in seria considerazione, dopo ieri sera. Poi, c'è l'Europa League, una competizione che, per necessità, è diventato l'obiettivo primario per la qualificazione in Champions e provare a risollevare la stagione con un trofeo.

La delusione è tangibile anche nelle parole di Aurelio De Laurentiis. Il presidente del Napoli, al fischio finale, è voluto scendere negli spogliatoi, per strigliare la squadra, precedendo addirittura i giocatori. Furioso, non ha risparmiato nessuno. Nemmeno l'allenatore, a cui sono state contestate le scelte a partita in corso, per una gestione che non sta avendo i risultati sperati. E che forse, a pensarci bene, non ha mai avuto. Il presidente, in particolare, ha avuto parole accese per il reparto offensivo degli azzurri, di livello troppo alto per concludere la seconda partita consecutiva senza andare a segno, in due impegni cruciali per il prosieguo della stagione.

La tensione, chiaramente, è alle stelle. Al punto tale da profilarsi anche l'eventualità dell'esonero per Rafa Benitez; ipotesi che trova, però, poco fondamento nella realtà, considerando anche il momento della stagione. Ma le difficoltà sono evidenti e traspaiono anche nelle parole dello stesso allenatore del Napoli, che ha provato in tutti i modi a difendere una prestazione insufficiente e una stagione ampiamente al di sotto delle aspettative di inizio anno. Un finale che, dunque, rischia di essere fallimentare. Anche la gente non ci sta: un gruppo di tifosi, infatti, si sono fermati all'uscita dello stadio, per contestare una squadra che nei momenti che contano non riesce mai ad imporsi; una squadra a cui manca il carattere necessario per fare il salto di qualità, dal momento che risultati migliori erano ampiamente nelle possibilità di una rosa del genere. Ma De Laurentiis non si è fermato solo ai giocatori.

Poco dopo l'intervento di Benitez nel dopo partita, il presidente ha comunicato la decisione di mandare in ritiro la squadra. "Napoli è una città ricca di attrazione, rapace di bellezza, per cui i nostri ragazzi probabilmente non riescono a trovare la giusta concentrazione. La scelta del ritiro è mia e l'ho presa dopo questa sconfitta; penso di averne il diritto dal momento che sono sempre stato un professionista negli affari e nei confronti della città, avendo investito 386 milioni e pagato sempre gli stipendi con puntualità" ha sbottato De Laurentiis.

"I risultati devono arrivare, abbiamo un impegno verso Napoli e i napoletani. Per questo motivo, finché non si inverte la rotta, la squadra sarà in ritiro a Castelvolturno a tempo indeterminato. Spero che questa decisione sia una sferzata nell'orgoglio dei nostri calciatori, che ne hanno. Negli ultimi due mesi siamo stati squallidi e adesso i giocatori devono pagare l'amaro calice che ci hanno fatto bere in queste settimane" ha proseguito il presidente del Napoli. Che ha voluto anche fornire la ricetta per ritrovarsi. "Concentrazione e allenamenti pesanti, soprattutto dal punto di vista mentale. E' una questione di rispetto per chi ci sostiene, per l'allenatore e per i calciatori stessi" ha concluso De Laurentiis.

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