Feltri: "Sarri cambiava più panchine che biancheria, alternando risultati a figure di m***a. Al Chelsea per tentare l'impresa"

Rassegna Stampa  
Feltri: Sarri cambiava più panchine che biancheria, alternando risultati a figure di m***a. Al Chelsea per tentare l'impresa

Scrive Vittorio Feltri nel suo editoriale per Tuttosport:

Maurizio Sarri e il suo passaggio al Chelsea

"La vita di Maurizio Sarri non è un romanzo, bensì un casino talmente complicato da renderne impossibile la narrazione. Una cosa risulta chiara nella sua biografia: l’uomo è un genio ovvero un matto di successo. È nato a Napoli da genitori toscani, ha studiato economia e ha lavorato a lungo in banca, Monte dei Paschi di Siena. Dicono che fosse un funzionario più che promettente; in effetti la direzione centrale dell’Istituto di credito lo spedì in mezzo mondo a fare pratica: Inghilterra, Germania, Svizzera e Lussemburgo, dove ha imparato varie lingue e non solo l’arte di infinocchiare i cosiddetti risparmiatori. Un personaggio atipico piombato per caso nel mondo ubriaco del calcio. Sarri cambia più panchine che biancheria. Vigliacco se riesce ad affezionarsi alle società che lo assumono. Impone immancabilmente le proprie idee apparentemente balzane, alterna risultati egregi a figure di merda. Non è un allenatore: è un mistero mica tanto buffo. Saltabecca dall’Arezzo al Pescara e all’Avellino con l’agilità di uno scoiattolo, fra trionfi e cadute rovinose. La sua carriera iniziale di trainer è tarantolata. Tuttavia solamente i cretini delle società calcistiche non capiscono che Maurizio è un tecnico speciale ossessionato da un concetto: i giocatori non devono inseguire pedestremente gli avversari, devono guardare e cercare la palla. Un comandamento facile da digerire eppure difficile da osservare.

Dagli anni bui al Napoli

Trascorrono anni bui, però il tosco-partenopeo anziché avvilirsi e afflosciarsi si rafforza nelle proprie convinzioni. Sicuro di sé abbandona la scrivania bancaria e si getta a capofitto nel suo sport preferito. Sceglie di dedicarsi soltanto alle pedate, i conti correnti vadano tutti a farsi benedire, eccetto il suo. Mica è stupido. In effetti ottiene un ingaggio dall’Empoli, che disputa il campionato di serie A, e qui esplode la sua scienza, nel senso che la formazione da lui guidata con sapienza disputa un torneo, nonostante mezzi scarsi, ad alti livelli. Sarri si consacra mister di prima fila, un mago capace di spremere un succo prelibato da una rosa di qualità non eccelsa. Egli finalmente è sotto i riflettori nazionali e viene corteggiato dai grandi club. Berlusconi se ne invaghisce, tuttavia scopre che Maurizio simpatizza politicamente per la sinistra e rinuncia ad accoglierlo nel Milan. Si fa vivo De Laurentiis con proposte concrete e l’ex dell’Empoli diventa padrone del Napoli. In principio la tifoseria partenopea storce il naso, poi, partita dopo partita intuisce la perizia notevole del nuovo mister e se ne innamora. Sarri da oggetto misterioso si trasforma nel cuore degli azzurri in una specie di vice San Gennaro, uno che si intende di miracoli e sa trascinare lo squadrone vesuviano nelle zone lussuose della classifica. Essi si innamorano di lui, lo considerano autore della rinascita del ciuccio.

Poi il Chelsea e la grande occasione

Costui se ne va al Chelsea, in Inghilterra, di cui conosce il lessico, e tenterà l’impresa di issarsi in vetta alle graduatorie internazionali. Gli auguriamo di non pentirsi e di sfondare in Gran Bretagna. Gli diamo solo un consiglio fraterno: la smetta di piagnucolare dopo ogni sconfitta, attribuendone ad altri le cause. Nel calcio si vince e si perde per qualche inezia".

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