Raf: "Mi commuovo quando canto Pino Daniele, uno shock il suo addio. Oggi cosa ascolto? Geolier!"
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Ultime news, concerto a Napoli per Raf: il cantante in un'intervista parla di Geolier e Pino Daniele
Ultime notizie Napoli - L'edizione oggi in edicola del Corriere del Mezzogiorno ha intervistato Raf, una delle voci più iconiche degli anni ’80. Le sue canzoni hanno conquistato il cuore di intere generazioni, a cominciare dalla hit planetaria «Self control», che quest’anno compie quarant’anni. Il
Il suo tour nei teatri toccherà la Campania, il 29 novembre al Verdi di Salerno e il 3 dicembre all’Augusteo di Napoli. E ha parlato di Geolier e Pino Daniele:
Anche oggi ascolta solo musica rock pur essendo un cantautore pop?
«In realtà sono onnivoro da sempre, tant’è che mi piace anche la cosiddetta musica giovane».
Un nome?
«Geolier».
Cosa le piace di lui?
«Oltre alla musica che fa, che trovo parecchio interessante, Geolier ha avuto il pregio di sdoganare totalmente il linguaggio napoletano nella scena pop contemporanea. E questo è un fatto davvero rilevante. E per come la vedo io anche assai positivo. Certo, la canzone classica napoletana è la madre di quella italiana. Ma non era scontato che il dialetto partenopeo emergesse poi anche al centro dell’attuale scena pop».
Un suo ricordo di Pino Daniele.
«Era un mio grande amico e tra noi c’era un rapporto familiare. Abitava a centro metri da casa mia, in un comprensorio a nord di Roma, quindi ci frequentavamo moltissimo, tanto da festeggiare insieme i compleanni dei nostri rispettivi figli, che sono coetanei. Avevo visto Pino tre giorni prima e poi tre giorni dopo sono andato di corsa all’ospedale, dove ormai non c’era più niente da fare. E’ stato veramente scioccante. E ancora adesso faccio fatica. Una volta all’Augusteo cantai “Quando” ma dovetti interrompermi».
Come mai?
«Non ce la facevo ad arrivare alla fine. La commozione era davvero troppa».

