Eredità Zamparini, spunta un secondo testamento: la decisione dei giudici
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La successione di Maurizio Zamparini finisce nelle aule di tribunale. L’ex presidente di Palermo e Venezia, scomparso nel febbraio 2022 a 80 anni, lascia un patrimonio al centro di una complessa disputa tra i quattro figli del primo matrimonio e la seconda moglie Laura Giordani. Il Tribunale di Busto Arsizio ha disposto un doppio sequestro giudiziario per tutelare i beni in attesa di ricostruire con precisione l’asse ereditario.
Eredità Zamparini e patrimonio conteso
La principale questione riguarda il valore effettivo del patrimonio di Zamparini. La ricchezza complessiva è stata stimata in circa 250 milioni di euro, accumulati attraverso le attività imprenditoriali, il settore immobiliare e gli investimenti nel calcio. L’inventario finora ricostruito, però, si fermerebbe a circa 9 milioni. Una differenza rilevante che ha alimentato il contenzioso sulla eredità Zamparini.
Secondo la ripartizione prevista, il 50% spetterebbe alla vedova, mentre l’altra metà sarebbe destinata ai quattro figli di primo letto: Silvana, Andrea, Diego Paolo e Greta. Proprio questi ultimi hanno contestato il testamento del 31 agosto 2020, chiedendo il sequestro cautelare di almeno 37 milioni di euro riconducibili alla seconda moglie.
La difesa di Laura Giordani presenta però una ricostruzione differente. La vedova fa riferimento a un secondo testamento, datato 27 settembre 2020, e a un file rinvenuto su un tablet di Zamparini. Secondo la sua versione, l’imprenditore avrebbe effettuato donazioni e intestazioni fiduciarie per circa 75 milioni di euro. Nel quadro rientrerebbero anche diverse società, alcune delle quali in liquidazione, con "crediti da finanziamento soci".
La giudice Annarita D’Elia ha accolto le richieste di entrambe le parti disponendo il sequestro incrociato dei beni. Alla vedova sono stati bloccati 37 milioni di euro e diverse partecipazioni societarie, mentre ai quattro figli sono stati sequestrati crediti e beni riconducibili ad altre società.
La gestione dei cespiti è stata affidata al custode giudiziario Gualtiero Terenghi, incaricato di amministrare il patrimonio fino alla definizione della controversia.
