ESCLUSIVA - Sansonetti: "Re Fonseca, il portafortuna Cannavaro e l'intuizione estiva di Ranieri: quel Napoli poteva volare, ma ci fu un addio inspiegabile. Avrei voluto tre azzurri d'oggi con me"

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Per gli amanti delle figurine Panini era la numero 240 delle pagine dedicate al Napoli. In molti lo ricorderanno come dodicesimo del Napoli post-Maradona ed anche per le varie esperienze in Campania tra Avellino e Nocera, stiamo parlando di Gianni Marco Sansonetti che ha vestito la maglia del Napoli dal 1991 al 1993 collezionando 3 presenze. Il ricordo di Napoli e del Napoli in lui sono ancora intatti "Un'esperienza fantastica e formativa" ed ha voluto raccontarceli in esclusiva ai nostri microfoni.

Dalla C con il Giarre alla A con il Napoli, un salto non indifferente per la tua carriera...

"Direi decisamente di si. Ricordo che il Napoli, tramite Perinetti, veniva a vedere il Giarre perchè gli interessava un calciatore e non io. A fine stagione mi proposerò di andare al Napoli e non me lo feci dire due volte anche se davanti avevo un grande come Giovanni Galli"

Nel tuo primo Napoli c'era un tandem d'attacco niente male con Careca e Zola...

 "Erano davvero incredibili! Di Careca conoscevo tutto, ma di Zola poco perchè anche lui veniva come me dalla C ed un anno prima aveva fatto qualche apparizione in maglia azzurra. Gianfranco aveva qualità importanti, ricordo che Ranieri dopo mezza amichevole estiva capì che Zola era imprescindibile per noi e gli consegnò le chiavi dell'attacco"

Ricordi qualche aneddoto dei due in allenamento?

"Premesso che per me era già un sogno potermi allenare con certi fenomeni, ricordo molto bene le punizioni di Gianfranco e la tecnica di Antonio. Mi viene da dire che nelle gare ufficiali, pur facendo benissimo, non avete visto davvero a pieno cosa erano in grado di fare. in allenamento erano uno spettacolo"

Avresti mai scommesso che un giorno Massimo Mauro diventasse opinionista tv?

"Quando era a Napoli con me già si vedeva che aveva doti extracalcistiche nel senso che curava molto i rapporti con la dirigenza e con i giornalisti. Quindi si preparò il lavoro (ride ndr)"

E di Blanc allenatore?

"Già quando era a Napoli dissi che Laurent sarebbe diventato un grande allenatore. Arrivammo insieme a Napoli e condividemmo molti giorni insieme in albergo in attesa di trovare casa. Blanc è una persona davvero eccezionale, un vero leader"

E di Ranieri campione con il Leicester?

"Il mister mi ha dato molto sotto l'aspetto umano e professionale. già quando venne a Napoli, pur essendo giovane, dimostrò di avere grandi qualità e carisma in una squadra davvero forte soprattutto il primo anno. La vittoria della Premier è stato il giusto premio per quello che ha fatto in carriera"

Sei stato presente in quel Valencia-Napoli 0-5...

"Fu una gara pazzesca! Per noi giocare la Coppa UEFA era una festa, quella gara fu la consacrazione di Daniel (Fonseca ndr). Dalla panchina ricordo che ogni volta che si andava in area era un pericolo, Fonseca era davvero in serata di grazia. Dopo la cinquina lo accogliemmo come un re nello spogliatoio dedicandogli tanti cori anche nel viaggio di ritorno. Sono emozioni che non ti puoi scordare" 

Cosa non funzionò il secondo anno di Ranieri?

"La società non volle aspettarlo, ma c'è da dire che la squadra il secondo anno fu smantellata in ogni settore e fu indebolita. Assurda, per me, fu la cessione di Blanc che privò la squadra di un leader difensivo fondamentale"

Con te c'era anche Fabio Cannavaro...

"Era il nostro portafortuna. Anche qui il club voleva cederlo inizialmente per farlo giocare in prestito, ma Fabio non ascoltò nessuno e volle restare a Napoli dove poi esordì con Bianchi. Aveva delle doti davvero eccezionali nonostante non fosse altissimo come difensore. Per la sua storia parlano i fatti ed i successi avuti"

Chi avresti voluto dei giocatori attuali di Sarri nel tuo Napoli?

"Mertens, Insigne e soprattutto Hamsik. Forse non ci si rende ancora conto di quanto sia davvero forte Marek, per me è un campione assoluto"

Meglio Ferlaino o De Laurentiis?

"Ferlaino era uno che ci metteva tutto nel Napoli senza badare a spese, basta vedere che nel post Maradona ha cercato inizialmente di trattenere i migliori andando poi in deficit finanziario. De Laurentiisè più calcolatore nel senso che sa vendere bene e, giustamente, dà sempre un occhio al bilancio. E' il presidente giusto per questo momento storico del calcio. Tuttavia sia lui che Ferlaino restano due elementi importanti della storia passata e recente del club"

Di Sarri cosa ci dici?

"Ho allenato alla Sansovino e già mi dicevano che era bravo. Il suo Napoli mi diverte anche se c'è da dire che ha una rosa di valore che esalta il suo gioco"
 
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