Iniziali D e M, in gol al minuto numero 10. Era tutto già scritto, no?

Editoriale  
Iniziali D e M, in gol al minuto numero 10. Era tutto già scritto, no?

Il Napoli onora al meglio la memoria di Diego Armando Maradona, con una prestazione esaltante. E Dries Mertens segna al minuto 10 un gol pazzesco

La celebrazione della vita e delle gesta di Diego Armando Maradona hanno dato una spinta in più al Napoli di Luciano Spalletti, cattivissimo sin dal fischio di inizio.

La Lazio non ci ha capito niente, il segno rosso sulla guancia di Sarri non c’è - è il colore degli errori di una squadra, la sua, che ha faticato nel trovare un punto di riferimento in fase difensiva: Mertens ed Insigne hanno omaggiato il fu Sarrismo facendo onde, mandando ai matti Acerbi ed il malcapitato Patric.

Uno dei protagonisti del match è sicuramente Lobotka, centrale nella fase di impostazione e lasciato solo dai biancazzurri: il non sempre apprezzato slovacco ha gestito palla nell’ombra, dispensandola da una parte all’altra con tranquillità. Non ha creato stavolta Fabian, più dedito alla rifinitura spostato un po’ sulla sinistra: più avanti di qualche metro, la giusta distanza per lasciar dietro Milinkovic-Savic. Nel finale ha tutto il tempo e lo spazio per mirare all’angolino: un cioccolatino.

Dicevamo però la cattiveria agonistica, quella che fa bruciare i cosiddetti quando non è presente: le sconfitte di Milano e Mosca hanno dato adito ad una ferocia nel pressing iniziale, concretizzato nei primi due gol, che hanno lasciato di stucco l'ormai sbiadito ricordo del Sarrismo - annichilito anche dall’avanzamento di Mario Rui per liberare Insigne al centro. D’altronde la difesa a 3 non gli piaceva prima e non gli è piaciuta ora. Ed il fischio finale senza minuti di recupero - Orsato troppa pietà - rende l’idea della valanga rappresentata dal Napoli, e della pochezza avversaria.

Il palcoscenico, però, è tutto di Mertens: l’abilità di trovare lo spazio, di muoversi proponendosi per i giochi a due con i compagni, di elevare la qualità del gioco con una serpentina che fa invecchiare di colpo Acerbi e spedisce Patric a cogliere margherite sul terreno di gioco. La Lazio non l’ha preso mai, mai. Nella serata di commemorazione di Diego Armando Maradona, al minuto numero dieci ha segnato un calciatore che ha la D e la M come iniziali. Solo un caso, per carità.

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