Ancelotti cambia il Napoli in due mosse e lancia un diktat: guai a pensare alla Juve, dentro Rog con Insigne e Mertens

Rassegna Stampa  
Carlo AncelottiCarlo Ancelotti

Nell'anticipo dell'ora di pranzo, il Napoli dovrà mettere la cera nelle orecchie come i marinai di Ulisse. Non è questione di canto delle sirene: al contrario, c'è da evitare di ascoltare il nutrito coro di perplessità su questa creatura ancora imperfetta. D'altronde, Ancelotti è in cattedra solo da pochi mesi. Torino è la trasferta perfetta per pesare il valore di questa squadra: c'è l'eterna voglia di rivalsa di Mazzarri, il cuore Toro con cui fare ogni volta i conti e la bolgia dello stadio intitolato al Grande Torino. Si annuncia la conferma del 4-4-2, l'esordio dal primo minuto di Rog e il ritorno in campo di Maksimovic e Karnezis. Dopo la pausa di Belgrado, dovrebbe tornare il regista: Hamsik. Si dovrebbe fermare Allan e in attacco Insigne e Mertens.

TORINO-NAPOLI, LO SPIRITO

Come riporta Il Mattino:

"Secondo in classifica, unico tra le big a tenere il passo della Juventus. Eppure questo Napoli disegnato per attaccare e divertire ha fatto solo un gol nelle ultime tre gare, compresa la partita di Champions con la Stella Rossa. Perché la squadra che in tre anni ha conquistato una bella identità di gioco 4-3-3, ha dovuto pulire la lavagna e ha voluto disegnare altro. Contro i granata l'equilibrio e il timing delle due fasi farà la differenza. «Nec temere, nec timide», suggerisce il motto. Insomma, né scriteriati, né con paura. Ancelotti non ha mai perso in carriera contro il Torino, collezionando 7 vittorie e 4 pareggi. E Mazzarri? Negli 11 precedenti da avversario, ha vinto appena due volte: e l'ultima il 10 febbraio del 2008, quando era alla Sampdoria (2-0). Negli ultimi tre incroci, Walter ha strappato tre pareggi. Ancelotti e Mazzarri, nei loro 10 scontri-diretti non hanno mai pareggiato: 7 vittorie per Carletto e 3 per Walter.
 

TORINO-NAPOLI, LA TATTICA

Le due punte Insigne e Mertens vicine a dialogare, Zielinski e Rog pronti ad aggredire la profondità, Hamsik ad avere i compiti nell'impostazione. Ancelotti ha avvertito la squadra: guai a correre il rischio di alzare lo sguardo verso la partitissima di domenica prossima con la Juventus e trascurare gli ostacoli della gara di oggi con il Torino (la prima sotto al sole) e quella di mercoledì con il Parma, che sono delle trappole potenziali. Meglio dipingerlo brutto il diavolo così quando si presenta uno è preparato e fa meno paura. Allora sforziamoci per ingigantire l'Olimpico in tutti i modi, con i 27mila tifosi granata scatenati (esaurito anche il settore ospiti: duemila tifosi del Napoli)".

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