Il giorno dopo Napoli–Venezia: l'unica nota dolente l'ha sottolineata anche Conte

Rubriche fonte : Stefano Napolitano
Il giorno dopo Napoli–Venezia: l'unica nota dolente l'ha sottolineata anche Conte

Il giorno dopo Napoli – Venezia. E’ il giorno dell’aggancio in vetta alla classifica. Gli azzurri, insieme all’Atalanta, chiudono l’anno solare da primi della classe. Vinte ben tredici gare su diciotto disputate. Al termine della scorsa stagione nessuno l’avrebbe mai detto. Bottino di 41 punti. Miglior difesa. Nota dolente, la prima linea, malgrado la presenza in organico di una mezza dozzina di attaccanti, la squadra segna pochino e anche e soprattutto per questo, ogni partita diventa difficile e sofferta, non adatta ai deboli di cuore come ha sottolineato lo stesso Conte al termine della partita di ieri.

Il giorno dopo Napoli – Venezia. Ieri è stata la prima volta dall’inizio insieme di Kwara e Neres. Il georgiano nella prima parte si è reso protagonista di qualche spunto interessante e pericoloso. E’ calato alla distanza. Conte l’ha giustamente richiamato in panca. Neres è partito in sordina invece, ma è uscito fuori alla distanza. Paradossalmente ha reso di più sulla fascia sinistra, quella che meno ama calpestare. Il calcio è davvero molto, ma molto strano. Copione scontato: lagunari tutti dietro e Napoli costretto a fare la gara. Alla ricerca del varco giusto. Tante mischie, una serie infinita di calci d’angolo, alla fine saranno ben 14 i tiri dalla bandierina, ma occasioni importanti ben poche. In genere, per sbloccare queste partire serve la giocata o il classico calcio di rigore. Arriva anche quello. Lukaku lo calcia malissimo. Peccato.

Il giorno dopo Napoli – Venezia. A differenza della partita di Genova quando i rossoblù la riaprirono ad inizio ripresa e Conte non riuscì a trovare le contromosse per fronteggiare la veemente reazione dei padroni di casa, ieri, con i tempi e gli uomini giusti, ha cambiato la partita. Nella mischia, tra gli altri, ha gettato Raspadori, l’uomo della provvidenza. L’ex Sassuolo ha una grandissima rapidità di calcio e proprio lui l’ha sbloccata. La sua presenza ha fatto salire anche il rendimento di LukaKu, apparso meno solo e abbandonato nei sedici metri avversari. Il rammarico, dopo il meritatissimo vantaggio, è di non averla chiusa. Politano, al termine di una ripartenza, si è prodotto in un pretenzioso tiro a giro. Lo stesso Lukaku, udite udite, si è involato come ai bei tempi. Ha voluto strafare in area di rigore e addio raddoppio. Peccato, perché tifosi e squadra sono stati costretti a soffrire fino all’ultimo secondo di recupero.

Il giorno dopo Napoli – Venezia. In copertina, sicuramente Raspadori, match winner ieri. Il ragazzo è entrato con il piglio giusto. Per tecnica e serietà meriterebbe più minutaggio. E’ un calciatore nel giro della Nazionale, classe 2000, cercato di diversi club di prima fascia per migliorare la squadra. La sua corsa liberatoria sotto la curva, ha ricordato quella sotto la curva opposta, quando allo scadere, nell’anno dello scudetto, stese lo Spezia. Conte è consapevole delle sue potenzialità. Si è pubblicamente opposto alla sua cessione. Giusto così. Del resto, il Napoli, i migliori li deve tenere, sono altri i giocatori eventualmente da cedere. Il mercato di gennaio è alle porte. Con un paio di innesti, questa squadra potrà di la sua fino al termine della stagione. Nel frattempo, insieme al popolo azzurro, si gode la prima posizione in classifica e chiude l’anno alla grande.

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