Manolas sul Covid-19: "Brutto senza tifosi, manca adrenalina. Al Napoli ho perso il conto dei tamponi, oltre 30!"

Rassegna Stampa  
Manolas sul Covid-19: Brutto senza tifosi, manca adrenalina. Al Napoli ho perso il conto dei tamponi, oltre 30!

Ultimissime calcio Napoli, intervista di Kostas Manolas a Repubblica alla vigilia di Barcellona-Napoli, ottavi di Champions League. Il greco tratta anche l'argomento Covid-19

Lui sa come si fa. «Ho appena incontrato Totti e me lo ha detto anche lui: coraggio Kostas, riprovaci». Era il 10 aprile del 2018 e Manolas segnò allo stadio Olimpico il gol della qualificazione della Roma per la semifinale di Champions, facendo piangere il Barcellona e Messi. Dopodomani il difensore greco sogna il bis al Camp Nou con la maglia della S.s.c. Napoli. In palio stavolta ci sono i quarti, in un contesto purtroppo meno esaltante. Ecco alcuni passaggi della sua intervista a Repubblica: «Il vantaggio lo hanno loro: si riparte dall’1-1 del San Paolo. Ma non abbiamo dimenticato che all’andata meritavamo di vincere. Motivo in più per andare lì a giocarci le nostre possibilità».

Com’è il calcio a porte chiuse, Manolas?
«Brutta cosa: per tifosi e giocatori. Il calcio ha bisogno della gente.
Speriamo che si risolva presto».
Cambia qualcosa anche in campo?
«Mancano l’adrenalina e la concentrazione che ti dà il pubblico».
Giocare in casa o in trasferta è lo stesso?
«Il fattore campo conta un po’ meno, sì».
Anche il Covid è terribile: pensa che sia giusto giocare in Spagna con la ripresa dei contagi?
«Non spetta a me dirlo, ci vado per fare il mio lavoro e spero di farlo alla grande».
Come calciatori vi siete sentiti tutelati in questa situazione?
«Al Napoli ho perso il conto dei tamponi, oltre trenta. Sta andando bene, pensiamo al calcio».
Si è lasciato alle spalle anche il lockdown?
«È stato il periodo più brutto della mia vita, difficile pure dal punto di vista professionale. Mi hanno aiutato il mister, lo staff, i compagni: grandi professionisti».
Subito dopo è arrivata la Coppa Italia, il suo primo trofeo italiano.
«Sono a Napoli per vincere e l’ho scelto perché da anni gioca il miglior calcio in Italia. Peccato per il campionato, troppi punti persi all’inizio. Ma in Champions torneremo presto».
Con Gattuso è iniziata la riscossa: che rapporto ha con lui?
«Parliamo spesso pure al telefono, vive per il calcio. Se non fai tutto bene sono dolori, Rino ti carica come un toro anche dalla panchina. È preparato, gli auguro una grande carriera».

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