Il Crotone fa festa: torna a casa contro il Napoli con il rischio sequestro

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Il Crotone fa festa: torna a casa contro il Napoli con il rischio sequestro

Lo stadio “Ezio Scida”, intitolato a un calciatore che morì in un incidente stradale nel 1946, è stato inagibile per mesi a causa di lavori di ristrutturazione, come riporta l'edizione nazionale de La Repubblica, che hanno obbligato la squadra a giocare le gare casalinghe a Pescara, con il club che ha dovuto rimborsare ogni volta gli abbonati. La Lega ha dato il via libera, anche se c’è stato l’ultimo brivido a far rischiare un altro slittamento: il soprintendente archeologico ha preteso che venisse eliminato del bitume in eccesso dal piazzale della curva sud. Ora tutto è pronto, o quasi. Domani si gioca Crotone-Napoli, neppure una partita banalissima. Lo “Scida” arriverà a una capienza di 13503 posti con una nuova tribuna centrale, costata 2,5 milioni: "Peggiori prospettive potrebbero esserci se la prossima settimana la Corte d’appello di Catanzaro si pronunciasse a favore della richiesta della Direzione distrettuale antimafia, di confiscare 800 milioni di beni a Raffaele e Giovanni Vrenna, i due fratelli costruttori attivi anche nello smaltimento rifiuti, e proprietari del Crotone. La Dda ritiene che i Vrenna siano contigui alla ‘ndrangheta e in particolare alla ‘ndrina Vrenna-Corigliano-Bonaventura, anche se il tribunale di Crotone alcuni mesi fa si era espresso in modo contrario. Si attende la decisione del tribunale di Catanzaro, ora: se fosse avversa ai fratelli Vrenna, che tra i propri beni hanno anche il Crotone calcio, la squadra dovrebbe ritirarsi dal campionato. Un grosso guaio, per Crotone ma anche per la serie A".
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