Un pallone che scotta e una maglia che pesa...

Editoriale  
Un pallone che scotta e una maglia che pesa...

Ci si aspettava qualcosa in più, nonostante le chances a disposizione siano state troppo poche. Un infortunio di là, un altro di qua ed il minutaggio di Simone Verdi in stagione stenta a superare i quattrocento minuti. Un po' troppo poco per un calciatore che è stato pagato 25 milioni di euro, così come son troppi i dolori muscolari che lo stanno affliggendo da quando è arrivato a Napoli. Tra l'altro ieri un altro fastidio durante la sessione d'allenamento e salterà anche la gara di Zurigo che avrebbe potuto vederlo protagonista. 

DOVE GIOCA? - Il suo ruolo naturale è in attacco, in un tridente possibilmente, sia a destra che a sinistra. Non c'è stata occasione di dimostrarlo. Il 4-4-2 di Carlo Ancelotti gli è andato a genio solo in quel di Torino, quando il Napoli battè i granata nel match di andata. Andò in rete e con gli spazi aperti fece molto male alla difesa di Mazzarri. Ci si aspettava più cattiveria, più fame, più voglia di spaccare il mondo. Sembra, invece, che stia un po' patendo il passaggio da un club come il Bologna ad una piazza calda ed esigente come Napoli. E' come se quel pallone scottasse ogni qualvolta arrivi nelle sue zone di campo. 

SERVE FIDUCIA - Giocare, giocare, giocare. Sempre di più. In questo modulo è stato schierato spesso nel ruolo che è di Zielinski, vale a dire quello di esterno a sinistra a centrocampo. Ma forse non assicura copertura ed è per questo che è partito dietro al polacco nelle gerarchie di Ancelotti. Giocare ed osare. Conosciamo Verdi grazie al suo passato al Bologna, quando andava a puntare qualsiasi difensore si mettesse sulla sua strada. E non vogliamo pensare che il cambio di maglia faccia regredire un calciatore che è stato pagato così tanto. Più fortuna e più cattiveria, sei mesi a disposizione per dimostrare che certe doti non le ha lasciate al Dall'Ara.

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