Una grande squadra fa turn over con la SPAL e non col Lipsia

Editoriale  
Una grande squadra fa turn over con la SPAL e non col Lipsia

Il campionato sì, la Champions 'no' perchè è difficile da vincere e l'Europa League nemmeno perchè toglie energie per il campionato e vincerla non darebbe quell'appeal che serve ad una società come il Napoli. E' questo il ragionamento che è stato fatto da tutto l'ambiente Napoli non appena terminò l'ultima sessione di mercato estiva. Arrivarono Mario Rui ed Ounas e con le conferme di Rog, Diawara e Zielinski, non si fece altro che elogiare il mercato del Napoli: 'in fondo c'è una doppia alternativa per ruolo e siamo ormai pronti per dire la nostra anche in Europa', si diceva.

Però c'è che delle seconde linee soltanto in pochi hanno avuto l'occasione di diventare protagonisti in questo Napoli. La cavalcata scudetto ha fatto annebbiare la vista a Maurizio Sarri che, in apnea, spera di poter arrivare al grande traguardo. Non si è pensato a far ruotare la rosa a disposizione. Far entrare Rog all'80' o Giaccherini al 91' non vuol dire far turn over. Ounas è passato da 'campioncino' in estate, ad un calciatore troppo morbido e leggero in inverno, tanto da non poter dire la propria nemmeno contro squadre di caratura nettamente inferiore al Napoli in campionato. Non solo, non appena ha provato a dimostrare di che pasta è fatto, è stato sostituito (ieri ndr.) per dare spazio ad Allan con la convinzione di poter conservare il vantaggio sul Lipsia. Poi ci sia aspetta che le riserve entrino in campo all'improvviso, contro avversari forti quali quelli del Lipsia, e dimostrino che fino ad oggi fare panchina li abbia solo incoraggiati. C'era da aspettarselo. 

Una grande squadra non decide per cosa o non cosa competere. Una grande squadra fa di tutto per rendere al meglio in ogni competizione. Snobbare l'Europa per concentrarsi sul campionato non è roba da grandi, diciamola tutta. Il turn over (inteso come pochi cambi rispetto alla formazione titolare), una grande squadra lo fa contro la SPAL in campionato e non contro i secondi classificati in Bundesliga, proprio per giocarsi ancora qualche chance in campo europeo. Questa spartizione degli obiettivi lascia intendere che forse, grandi grandi non lo si è ancora. E forse il Napoli non lo sarà mai. 

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