IL GIORNO DOPO Bologna-Napoli: l'azione di Grecia-Argentina, il raddoppio comico ed i bilanci di fine anno

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IL GIORNO DOPO Bologna-Napoli: l'azione di Grecia-Argentina, il raddoppio comico ed i bilanci di fine anno

Il giorno dopo Bologna  - Napoli. Finisce con una sconfitta, la settima in stagione, il campionato degli azzurri che non erano partiti male. Due corner nei primi tre minuti, gran pressing e un’azione sette tocchi tutti di prima stile Grecia - Argentina al mondiale negli States quando Maradona la infilò all'incrocio. Solo che Diego ha smesso da tanto e il pallone è finito sul sinistro di Verdi che ha calciato a lato. Non contento, lo stesso Verdi, si è poi voluto cimentare anche su una punizione. Ovviamente ha centrato la barriera. Gara, l’ennesima, e stagione da dimenticare per lui.
 
Il giorno dopo Bologna - Napoli. Finito lo " show " di Verdi è iniziato quello di Luperto che sul vantaggio dei rossoblu era a gironzolare per l’area di rigore a tre metri da Santander.  Il raddoppio è una comica o quasi. Milik servito in area la controlla all’indietro. Gli emiliani ripartono, fermati da Insigne che perde palla ed inizia a rincorrere Dzemaili. Luperto è in ritardo nella  chiusura sull’ex centrocampista azzurro che ha tutto il tempo per prendere la mira e infilare Karnezis sul palo lontano. Senza Koulibaly la difesa balla non poco. In quattro partite in cui è stato assente il Napoli ha subito nove reti. Lo stesso Santander, tra andata e ritorno agli azzurri ne ha rifilati tre.
 
Il giorno dopo Bologna - Napoli. Dopo pochi minuti della ripresa, Ancelotti pone rimedio ai suoi stessi errori: richiama l’improponibile Verdi e lo svogliato Insigne e getta nella mischia due elementi indispensabili all’attuale rosa di questo Napoli: Mertens e Callejon. La squadra cambia passo, assedia i sedici metri del Bologna e prima accorcia con un gran goal di Ghoulam e poi la pareggia con il solito Mertens , ben servito da Younes che quando scarica il pallone di prima e non gioca da solo è funzionale . Per il belga sedicesimo goal in campionato e, gira e rigira, resta il miglior attaccante di questa squadra. Solo un legno, l’ennesimo, questa volta colpito da Zielinski, con un bolide dalla distanza, non permetterà al Napoli di portare a termine la rimonta completa. Nel finale, la beffa. Un tiro di Svanberg diventerà un assist per Santander che in torsione, di testa, realizzerà il goal vittoria. Anche in questa occasione, Luperto a debita distanza dall’attaccante paraguaiano, come se il suo compito fosse quello di guardarlo e non di marcarlo e fargli sentire il fiato e il fisico sul collo.
 
Il giorno dopo Bologna - Napoli. E’ tempo di bilanci. Un buon secondo posto blindato da tempo. Lotta scudetto mai iniziata. Male nelle coppe, specialmente in coppa Italia. Tra i nuovi, bene Ruiz anche se a corrente alternata, benino Malcuit, pessimo Verdi e bene, nel complesso i tre portieri. Male in alcune scelte anche Ancelotti, specialmente in quel di Parigi dove nei minuti finali c’era da gestire un prestigioso vantaggio e inserì prima un inutile Milik per Mertens che era su di giri per il goal del vantaggio e pressava tutti. Il polacco non tenne un pallone uno. E poi addirittura Rog per Callejon. Lo spagnolo certe partite le deve giocare fino al 99°. Continuava a prendere falli. Il croato in otto minuti ne commise ben tre. Finale di stagione in crescendo di Zielinski, sempre più completo come centrocampista. Canta, suona e porta la croce. Continua,  goal a parte, la crescita e la ripresa di Ghoulam.  Esplosione definitiva di Koulibaly, nel ruolo ormai tra i migliori al mondo. La stagione ha anche detto che alcune seconde linee non possono giocare neanche contro il Chievo e il Bologna. E che a questa squadra, malgrado le dichiarazioni di facciata, occorre come il pane un bomber di razza. Un cecchino d’area. I ruoli da coprire sono arcinoti.  I nomi di chi non è all’altezza anche.  Il mercato è già iniziato.  Speriamo non riservi le solite delusioni.
 
Stefano Napolitano
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