Il Roma: "La difesa del Napoli è diventata un bunker. Merito di De Laurentiis, Giuntoli e Sarri. Ecco il motivo"

Rassegna Stampa fonte : di Fabio Tarantino per Il Roma
Il Roma: La difesa del Napoli è diventata un bunker. Merito di De Laurentiis, Giuntoli e Sarri. Ecco il motivo

Lo scudetto è affare di chi subisce meglio goal. Suona quasi come una filastrocca, un incastro di parole da memorizzare e ripetere a voce alta oppure in mente, da conservare nel cassetto dei ricordi senza mai perderne di vista il significato. Maurizio Sarri ne fa una questione di principio. Non esiste calcio senza fase difensiva, organizzazione, tattica quasi ossessiva. Prima non prenderle, poi darle e, perché no, esagerare, a seconda del materiale umano a propria disposizione, oltre che del momento. Sarri è il poeta che eredita pergamene di saggezza, fogli che non annoiano ed anzi affascinano, incuriosiscono, colpiscono. Il Napoli le ha già lette e rilette, studiate e memorizzate. Ora è davvero in grado di interpretarle ad alta voce.

BUNKER. Lo dicono i numeri, lo dice la storia di un campionato che non ha ancora padroni assoluti, ma potenziali sì. Ed allora ecco che il Napoli, in silenzio, reclama il suo spazio in vetta, scansando Inter e Lazio, affiancando la Fiorentina, rincorrendo la Roma. La vetta, al momento, è colorata di giallorosso, ma in futuro chissà. Il Napoli che batte il Chievo Verona al Bentegodi si affida ad Higuain, certo, ma anche ad Hysaj, ad Albiol, a Reina, insomma alla difesa, garante di successo, comunque vada. Sono otto i goal subiti dagli azzurri in nove gare di campionato, appena due nelle ultime sei, perché dopo un inizio stentato (sei reti tra Sassuolo, Sampdoria ed Empoli), Reina ha chiuso la saracinesca ed ha ingoiato la chiave. La Roma capolista, ad esempio, ne ha già subiti undici, e molti di più (otto in tre gare) in Champions League. D’un tratto il Napoli è diventato impenetrabile, un muro azzurro che fai fatica ad abbattere, nonostante i tentativi (andati a vuoto). Lemina e Kalinic gli unici eroi moderni, in grado di solleticare la perfezione partenopea trasformandola in qualcosa di molto più umano.

SVOLTA. Ma oltre i numeri, più in là delle statistiche, c’è un mondo di idee e di ragionamenti studiati a tavolino. La nuova difesa è un’orchestra che gira a meraviglia grazie a Sarri, Giuntoli, De Laurentiis. Ognuno ci ha messo del suo, offrendo le proprie competente e possibilità, partendo da zero senza mai prendere in considerazione l’ipotesi “rivoluzione”. Il mercato ha portato il solo Hysaj (oltre a Reina), interprete perfetto del calcio “sarriano”; eppure circolavano mille nomi, infinite ipotesi, altrettante cessioni. Ha prevalso il buon senso, la capacità di guardare oltre, di affidarsi a Sarri e di farlo convinti delle proprie scelte. Koulibaly e Ghoulam, oggi leader preziosi, erano sul mercato fino alle ore 18 del 31 agosto. Hanno (virtualmente) girato l’Europa in due mesi, scaricati da una parte all’altra della terra, prima di rientrare a Napoli e di restarci, da protagonisti. Fortuna, bravura, competenza, coincidenza: tutte facce della stessa medaglia, briciole di destino che compongono la fetta del nuovo corso azzurro.

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