De Laurentiis: "Ho conosciuto il calcio nel 2004! Il Napoli come il cinema, dobbiamo battere sul campo Inter, Juventus e Milan"
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Aurelio De Laurentiis al TEHA Club a Roma Aurelio De Laurentiis al TEHA Club a Roma
Ultime notizie Napoli - Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, è intervenuto a Roma, all’Hotel Parco dei Principi, nel corso di un incontro organizzato dal TEHA Club, il club di The European House – Ambrosetti dedicato a imprenditori e top manager, sul tema della trasformazione del mondo dell’intrattenimento e delle nuove opportunità per le imprese. Davanti a una platea di circa quaranta imprenditori, De Laurentiis ha tenuto un intervento dal titolo "Cinema e calcio: la fine del monopolio dell’attenzione", all’interno dell’appuntamento dedicato a visione, diversificazione e creazione di valore nel lungo periodo.

Aurelio De Laurentiis al TEHA Club
Di seguito uno stralcio del suo intervento:
"Io con il cinema ci sono nato. Il calcio, invece, l’ho conosciuto poco più di vent’anni fa, quando nel 2004 ho comprato il Napoli. Per anni abbiamo ragionato così: faccio un bel film e la gente viene. Metto insieme una grande squadra e la gente mi segue. Oggi questo, da solo, non basta. Perché mentre noi prepariamo il nostro spettacolo, il pubblico ha trovato altre cento cose da vedere. Ed è questo il cambiamento con cui sia il cinema sia il calcio devono fare i conti: hanno perso il monopolio dell’attenzione. Il cinema e il calcio hanno avuto una posizione straordinariamente privilegiata nella vita delle persone. Un grande film diventava un avvenimento. Una partita fermava un Paese. Oggi non possiamo più darlo per scontato. Quando produco un film non competo soltanto con gli altri film. Competo con Netflix, con una serie TV, con un videogioco, con TikTok, con Instagram, con YouTube. Competo con un ragazzo che dalla propria camera produce un video di trenta secondi e raggiunge milioni di persone. E quando gioca il Napoli succede esattamente la stessa cosa. Sul campo dobbiamo battere l’Inter, la Juventus, il Milan.
Ma per conquistare l’attenzione di un ragazzo di quindici anni competiamo anche con YouTube. Noi continuiamo a ragionare per industrie: cinema, televisione, calcio, videogiochi, social media. Il pubblico non ragiona così. Per il pubblico è tutto sullo stesso schermo. E lo schermo che oggi abbiamo sempre in mano è diventato probabilmente il più importante luogo di distribuzione della storia".
