Campi Flegrei, il dir. dell'Osservatorio Veusviano: "Nessun collegamento con l’attività del Vesuvio, stiamo monitorando per capire se ci sarà un’evoluzione verso altri fenomeni"

Le Interviste  
Campi Flegrei, il dir. dell'Osservatorio Veusviano: Nessun collegamento con l’attività del Vesuvio, stiamo monitorando per capire se ci sarà un’evoluzione verso altri fenomeni

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il Direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Di Vito.

Di seguito le sue parole:

«La scossa di questa sera è stata uno dei due eventi di maggiore magnitudo nell'area, insieme a quella del 20 maggio dell’anno scorso. L’area è sempre la stessa solo che si è spostata più a est, questa volta c’è stato un maggiore danneggiamento della parte orientale dell'area sismo genetica.

La scossa è avvenuta a bassa profondità con un meccanismo che ha determinato forte concentrazioni degli effetti allungati verso est, quindi verso la città di Napoli. Ha prodotto delle accelerazioni al suolo, cioè le vibrazioni molto forti che percepiamo, e che hanno raggiunto valori molto alti nell’area centrale con attenuazione sempre più rapida man mano che ci si allontana, ma sempre molto significativa.

In questo momento è in atto una crisi sismica e bradisismica quindi non dobbiamo pensare ad altri fenomeni. Nel vulcano dei Campi Flegrei è in corso una crisi bradisismica dal 2005 che significa lento movimento del suolo, sismicità ed emissione di gas, questo è quello che noi monitoriamo.

I fenomeni dei Campi Flegrei non hanno nessun collegamento con il Vesuvio. Sono due vulcani diversi. I Campi Flegrei sono in uno stato di non tranquillità, mentre il Vesuvio non ci dà segni di non tranquillità quindi non sono connessi.

In questo momento è importante continuare a seguire la dinamica del vulcano attraverso i nostri strumenti e con la produzione enorme di dati di monitoraggio per capire se ci può essere un'evoluzione verso fenomeni più intensi. Adesso, però, non abbiamo questa evidenza.

La scossa avvenuta nel mese di maggio dell’anno scorso è stata più o meno simile a quella di questa notte. Il numero degli eventi in quel caso è stato di poco inferiore a quelli del mese scorso, ma l’energia rilasciata è stata maggiore in quel caso. Negli ultimi tempi, però c’è stato un incremento generale dell'attività.

Cosa bisogna fare? Bisogna fare delle azioni di mitigazione per gli effetti positivi dei fenomeni. Lo stiamo già facendo, è stata fatta una legge apposita e si sta cercando di applicarla. È molto importante che si continui a monitorare il tipo di edifici e i danni che subiscono.

Preoccupato? Sicuramente lo sono, ma io e tutto l’Istituto stiamo prestando grande attenzione ai fenomeni che si stanno verificando. Il mio obiettivo è di lavorare attentamente per poter cogliere ogni elemento possibile per definire ogni eventuale variazione e di confrontarmi con la Protezione Civile a vari livelli nei posti in cui si decidono le azioni in modo da mitigare la popolazione».

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