Il Roma - A Udine un Napoli formato grande squadra: gira a mille nonostante il turnover

Rassegna Stampa fonte : Il Roma - Carratelli
Il Roma - A Udine un Napoli formato grande squadra: gira a mille nonostante il turnover

Alla Dacia Arena di Udine scende un Napoli eccitato dal pareggio della Juventus nel pomeriggio. Nel fortino dello Stadium torinese, lo squadrone bianconero si fa imporre il pari dal Genoa (1-1). C’è la possibilità di avvicinare la capolista, da -6 a -4. E il Napoli entra in campo incenerendo l’Udinese. Mezz’ora da grande squadra, palleggio veloce, gioco a un tocco e vantaggio con Fabian Ruiz (14’). Non c’è Insigne, ma c’è il suo sosia. Perché Ruiz fa gol alla maniera di Insigne, dalla mattonella di Insigne e con un tiro a giro, ma di destro, lui, Fabian Ruiz, che è un mancino. La prima mezz’ora di gioco fa pensare ad una goleada. Il Napoli gira a mille. E’ l’undicesima formazione della stagione, ma quando una squadra è ricca di “piedi buoni” ogni modulo e ogni cambio di formazione vanno benissimo. Il Napoli si ritrova a giocare come ai bei tempi. Conquista il campo e la partita. Prima curiosità. Fabian Ruiz è entrato in campo al posto di Verdi infortunatosi dopo appena tre minuti. Funziona lo stellone di Ancelotti, funzionerà anche in seguito, perché le sostituzioni fortunate passeranno a due. Mezz’ora da grande squadra, ma poi il gioco cala, l’Udinese si rianima, Karnezis deve metterci un paio di toppe (23’ sventando un diagonale di Lasagna, 56’ rubando palla nell’area piccola allo stesso Lasagna). Dove una volta brillavano Insigne, Hamsik e Ghoulam sulla fantastica fascia sinisitra di Sarri, a Udine tocca a Hysaj che avanza e al tandem Fabian Ruiz-Zielinski di fare scintille. L’Udinese è rattrappita nella sua metà campo. Il Napoli recupera velocemente il pallone e lo fa girare rapidamente, a un tocco. Allan è il primo incontrista, ma piazzandosi davanti ai quattro difensori (quando il Napoli accenna a un 4-1-4-1) è anche il superbo regista della squadra, inserendosi in attacco con strappi podrosi. Sulla fascia destra, Callejon copre un grande spazio nella fase passiva e Malcuit è ben presente. E’ un Napoli sorprendente per gioco e personalità. Ma il vantaggio è minimo. Ancelotti è nervoso perché il Napoli gioca troppo, ma troppo poco conclude. Non funziona il tandem offensivo Milik-Mertens, poco servito, ma anche piuttosto passivo. Il Napoli, che cala dopo la prima grande mezz’ora, rischia. Soprattutto quando l’Udinese cambia il mediano-difensivo Behrami con Barak meglio dotato per portare avanti la squadra friulana. Però sul punto di subire la riscossa dell’Udinese, il Napoli rialza il capo e colpisce. Prima su rigore di Mertens (81’) e a questo punto la vittoria è in cassaforte. Poi andando ancora in gol con Rog (85’) dopo un vertiginoso scambio stretto con Mertens. Altra sostituzione fortunata: Rog è appena entrato in campo al posto di Zielinski. Allora, il campionato non è finito? La Juve resta sempre la grande favorita, ma il Napoli non molla il ruolo di leder degli inseguitori come ha fatto negli ultimi anni. E’ incredibile come una formazione sempre ritoccata e rinnovata mostri personalità e sicurezza. Ed è stata senza precedenti l’intensità agonistica con cui il Napoli ha afferrato la partita.

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