Pelillo... nell'uovo - Le due chiavi di un Napoli devastante

Rubriche fonte : Marcello Pelillo per CalcioNapoli24.it
Pelillo... nell'uovo - Le due chiavi di un Napoli devastante

Annichilire l'Atalanta in trenta minuti non è cosa molto facile. Negli ultimi due anni soltanto una squadra è riuscita ad asfaltare gli uomini di Gasperini; si è trattato del City di Guardiola che in quel periodo, specie tra le mura amiche, non lasciava scampo agli avversari. Il risultato fu proprio lo stesso. Un 4-1 che rilancia il Napoli per la lotta scudetto lasciandosi alle spalle una annata soltanto da dimenticare, coppa Italia a parte. È stato un Napoli poderoso, avvolgente, che ha costretto in area gli orobici. Gattuso è stato in grado di mettere in campo quattro calciatori offensivi garantendo l'equilibrio.

Proprio questa è stata una delle due chiavi del Napoli. Equilibrio reso possibile dal sacrificio di tutti in fase di non possesso. L'allenatore è riuscito a trasmettere lo spirito giusto e a convincerli che è possibile far coesistere tanta tecnica rinunciando a qualcosa sul piano personale. Lozano, Politano e Mertens si sono sacrificati in fase passiva andando subito a creare densità e pressione sui portatori. Anche Fabian ha limitato molto la sua partecipazione alla manovra mostrando poco le sue doti per conservare la posizione al fianco di Bakayoko. Un lavoro tattico collettivo che ha permesso al Napoli di tenere il pallino del gioco e scatenare l'ansia forza offensiva. Osimhen è impressionante nelle sue accelerazioni. Riesce a tenere in apprensione le difese con la sua mobilità e i suoi scatti in profondità. Questo gioco costante apre gli spazi alla qualità offensiva dei compagni che è notevole. La gara di ieri valorizza anche la sestina rifilata al Genoa del pungente Preziosi. Osimhen non farà 30 gol ma è la chiave per sbloccare il potenziale offensivo della squadra.

Meriti tattici per Gattuso ma anche motivazionali. Il mister è stato bravo a trasformare l'energia negativa dell'ultima settimana in opportunità. Qualcuno da lassù ha provato in ogni modo a destabilizzare la squadra con il solito gioco di provocazioni e contraddizioni che ormai contraddistingue un certo stile. Il Napoli umorale di sempre stavolta ha reagito positivamente trasformando in determinazione e fame il torto subito e le polemiche correlate. Il Napoli, in parte anche involontariamente, ha la rosa più forte dell'era De Laurentiis. Le mancate partenze unite ai grandi colpi, al tanto atteso tempismo sul mercato, hanno consegnato a Gattuso una rosa competitiva per vincere. Il tecnico ci ha messo tanto di suo anche sul mercato; ha convinto, con l'aiuto di Giuntoli, a investire una cifra importante per Osimhen; ha inoltre chiesto il prestito di Bakayoko convincendolo ad allinearsi agli ingaggi del Napoli, andando così a colmare un vuoto nell'organico e una assenza di fisicità in mediana piuttosto datata. In cima a tutti c'è però il presidente, che ha accettato di andare oltre alcuni dei suoi punti fermi gestionali, assumendosi il rischio di acquistare a cifre importanti senza prima vendere.

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