Report - "Se mi beccano sono fottuto, i bovini non devono cantare". Nuove intercettazioni e video sorveglianza mai consegnati

Rassegna Stampa  
Striscioni Juventus SupergaStriscioni Juventus Superga

Seconda puntata di Report: la trasmissione di Rai 3 svelerà nuovi retroscena ed intercettazioni che riguardano i rapporti tra la Juventus e la 'Ndrangheta o in generale con la malavita. Di seguito la diretta testuale.

Dopo la prima puntata con seguito di polemiche, stasera il programma di  Rai 3 torna a occuparsi di quel mondo opaco (emerso dall’inchiesta Alto Piemonte) che legherebbe dirigenti bianconeri, ultrà e ’ndrangheta e favorirebbe un sistema di bagarinaggio da milioni di euro. Il presidente Andrea Agnelli all’assemblea degli azionisti di giovedì scorso aveva detto che «Alessandro D’Angelo (il capo della security ndr) non ha aiutato a introdurre nello stadio gli striscioni canaglia su Superga». Lo riporta l'edizione odierna del Corriere della Sera.

La diretta testuale di Report: seconda puntata

Si apre la puntata con le dichiarazioni di Agnelli: "Il nostro responsabile della sicurezza non ha aiutato l'introduzione di striscioni canaglia per Superga". 

Report comunica: Lunedì si è parlato dell'inchiesta tra capi ultrà, Juventus e 'Ndrangheta. Nessun dirigente o dipendente della Juve è rimasto coinvolto nell'inchiesta penale. Tuttavia nelle motivazioni della Corte d'Appello c'è scritto che la Juve ha ceduto biglietti ai capi ultrà nella consapevolezza che questi traessero utili per la quiete all'interno dello stadio. Alessandro D'Angelo e l'ex ultra Bucci coinvolti per curare i rapporti con la società. Bucci poi si è ucciso. 

A febbraio 2014: i tifosi della Juve espongono striscioni contro Superga. Dalle intercettazioni risulta che il responsabile della sicurezza fece entrare quegli striscioni. Per non scioperare, gli ultras vogliono far entrare gli striscioni. La Juventus pagherà la multa per far entrare questi striscioni.  

Il giorno dopo la partita D'Angelo, responsabile sicurezza, viene convocato da Agnelli. E' stato ripreso dalle telecamere, tutti sanno che è stato lui. 

D'Angelo sugli striscioni: "Mi hanno beccato", così l'intercettazione. 

Gli atti parlano di gravità dell'operato di D'Angelo che ha agevolato l'introduzione nello stadio di materiale non ammesso. Colpevole, ma non punibile, perchè non tesserato con la Juventus. 

In un atto della Guardia di Finanza si legge che non si sarebbero resi conto di uno striscione di nove metri. Ma in quello stadio c'erano due striscioni del genere, uno nell'anello inferiore. 

Intercettazioni, D'Angelo-Bucci-Dominello

D'Angelo: "Non dovete far cantare i bovini, mi stanno sul cazzo!" (I bovini sarebbero i tifosi del Torino). 

Dominello: "Fate benissimo, non meritano un cazzo questi qua". 

D'Angelo: "Se hai bisogno sono qua. Se mi beccano mi fottono, sia chiaro". 

Bucci: "Ho usato un tatticismo, stiamo parlando di quantità industriali. Quante multe vuoi prendere?". 

D'Angelo: "L'importante è che non ci sia Superga"

Bucci: "Parliamo di quantità industriali"

D'Angelo: "Fammi pensare". 

Lo striscione su Superga è la parte minore. Si rischiava una multa da 200mila euro. La Juventus ha un filmato che potrebbe contenere la verità, filmato mai consegnato alle autorità. 

Gabriella Bernardis, ex compagna di Bucci: "Mi diceva di solito anche cosa c'era scritto sugli striscioni. E lui mi disse: 'abbiamo fatto una cosa un po' pesante, su Superga'". Questi so che uno lo aveva fatto sicuramente lui. Io gli dissi che era impazzito e lui mi disse: 'Tanto con Alessandro D'Angelo facciamo entrare tutto come al solito'. Gli dissi che era stato arrestato un ragazzo innocente e lui mi disse 'Fatti gli affari tuoi'". 

 

SCANDALO JUVE, TUTTO SULLINCHIESTA DI REPORT

INCHIESTA REPORT

ANTICIPAZIONI REPORT JUVE SECONDA PUNTATA: NUOVE INTERCETTAZIONI

Sigfrido Ranucci torna in onda e smentisce questa tesi, aiutato da due nuove testimonianze: le intercettazioni che rivelano i colloqui tra Alessandro D’Angelo e i capi ultrà; l’intervista alla ex compagna di Raffaello Bucci, ultrà che curava i rapporti tra Juve, tifosi e forze dell’ordine.

Nel servizio a firma di Federico Russo emerge che per scongiurare lo sciopero del tifo proprio durante il derby del 23 febbraio 2014 gli ultrà vogliono che il capo della security D’Angelo trovi il modo di far entrare gli striscioni vietati. La Juve dovrà pagare una multa per questo, tuttavia D’Angelo è disposto sia ad aiutarli sia a pagare la multa. «D’Angelo è così sotto scacco che non può trattare. Il responsabile della sicurezza deve solo trovare il modo di aggirarla, la sicurezza», spiega Ruffo. Che D’Angelo fosse l’anello di congiunzione tra ultrà e Juventus lo conferma anche Gabriella Bernardis, ex compagna di Raffaello Bucci. Rivela che le aveva raccontato che lui stesso stava preparando uno dei due striscioni su Superga aggiungendo che «tanto Alessandro (D’Angelo) mi aiuta a fare entrare tutto».

Report, Ranucci: "Agnelli ci accusa di falsità, stasera mostriamo la trattativa tra Bucci, D'Angelo e uno 'ndranghetista!"

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