I soliti fantasmi: che si smanetti troppo o no, gli azzurri sono ancora ostaggio di sè stessi

Editoriale  
I soliti fantasmi: che si <i>smanetti</i> troppo o no, gli azzurri sono ancora ostaggio di sè stessi

Primo tempo luci e ombre per gli azzurri che mettono a segno due splendidi gol, ma che commettono anche errori pesanti contro una squadra che, al netto della categoria, è più che ben messa in campo.
Il gol del momentaneo pareggio di Bajrami è frutto di un inadeguato filtro in mediana e di una chiusura troppo leggera del duo Di Lorenzo-Politano. 
Quarantacinque minuti che il Napoli vince sia nel risultato che ai punti ma che non ha dimostrato quella predominanza che forse è lecito aspettarsi contro un avversario di categoria inferiore.
Buona, tutto sommato, la spinta sulle fasce di Ghoulam e Di Lorenzo che arrivano nella trequarti avversaria con relativa facilità. Manca, però, la precisione dei due esterni che spesso sbagliano i cross in lunghezza, senza premiare la stazza di Petagna o le incursioni sul secondo palo di Lozano o Politano. 
Bene Koulibaly che risulta come sempre insuperabile nell'uno contro uno, con Rrahmani che prova a scrollarsi di dosso l'errore da matita blu commesso contro l'Udinese. Condivisibile in questo senso, la scelta di Gattuso di riconfermarlo dal primo minuto.
Brilla Lozano, letteralmente imprendibile per gli avversari. Delizioso l'assist per Di lorenzo in occasione del primo gol, e fulminante quando ruba palla a Zappella e gela il portiere con una rasoiata dal limite dell'area di rigore.

Secondo tempo figio del solito Napoli. Tanto possesso palla, incursioni pericolose con conclusioni fiacche e/o imprecise, e gol subito da un lampo avversario che rimette in discussione una partita che dovrebbe essere stata chiusa gà nel primo tempo. 
Azzurri che provano giustamente a chiuderla siglando il terzo gol che arriva però, solo dopo il pareggio dell'Empoli. 
Nonostante il terzo gol di Petagna, gli uomi di Gattuso soffrono il ritorno dell'avversario che sfiora il pareggio in più di un'occasione nel finale.
Alla fine gli azzurri portano a casa la qualificazione rispettando il pronostico, ma non nella maniera che ci si aspettava.
Gli azzurri hanno mostrato ancora una volta i soliti limiti. Che la si voglia chiamare mentalità, cattiveria, concretezza o altro, il ritornello è lo stesso visto con lo Spezia e con l'Udinese. 
Siamo al cospetto di una squadra tecnicamente molto forte, che non chiude le partite quando dovrebbe, che non sa ancora leggere i momenti decisivi del match, con alcuni sprazzi di bel gioco che possono fare la differenza come questo pomeriggio, oppure essere inutili come contro i liguri una settimana fa.
L'impressione è che nonostante il risultato sia positivo, prima o poi, lo sciviolone può sempre ripresentarsi e la caduta risulterà essere ancor più rumorosa.
Che la colpa sia lo smanettare su social o siti, il Napoli ha un avversario ostico da affrontare e battere il prima possibile perchè i punti cominciano a pesare: se stesso.

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