2013-14, Il 'pagellone' di fine anno: Callejon il migliore in assoluto. Higuain e Reina: classe da leader! Mertens, genio imprendibile. Benitez da Oscar, De Laurentiis può diventare leggenda! Hamsik, Insigne e l'anno che verrà...

Le Pagelle  
2013-14, Il 'pagellone' di fine anno: Callejon il migliore in assoluto. Higuain e Reina: classe da leader! Mertens, genio imprendibile. Benitez da Oscar, De Laurentiis può diventare leggenda! Hamsik, Insigne e l'anno che verrà...

di ​cirillo, Galvan, Cacciola
Reina, 8.5 -
Leader assoluto, indispensabile dentro e fuori dal campo. E' all'ombra del Vesuvio da dieci mesi, sembra vestire l'azzurro da una vita intera. Una guida per i compagni, una garanzia tra i pali. Con cuore e grinta ci mette poco a entrare nel cuore dei napoletani, le sue esultanze sono uno show che mostrano un attaccamento alla maglia quasi innato. Il Liverpool lo scarica con troppa facilità, Pepe risponde sul campo dimostrando di essere ancora uno dei migliori in circolazione. Oltre al carattere vanta potenza fisica e riflessi da felino: è il prototipo di portiere perfetto. 

Rafael, 7 - L'infortunio rovina un momento magico. Dopo qualche incertezza iniziale, acquisisce fiducia e diventa fondamentale in più di un'occasione. A 23 anni dimostra un carattere inusuale e un istinto da predestinato, le oltre 200 presenze in Sudamerica gli garantiscono un'esperienza importante che lo rendono ulteriormente prezioso. Nemmeno un San Paolo gremito e l'esordio in Champions gli fanno tremare le gambe. E' pronto per vestire la numero 1, l'unica incognita al momento resta la condizione fisica. 

Doblas, 6 - Otto goal subiti in Europa League e l'immediata rescissione del contratto: non è certamente un ottimo biglietto da visita, ma quando a scegliere è Benitez si può stare tranquilli. In azzurro si fa apprezzare per umiltà e semplicità. Chiamato pochissime volte in causa, ma nei 135 minuti in cui ha difeso la porta partenopea si è ben destreggiato. La riconferma è comunque lontana. Un voto per la sua simpatia e per i messaggi lanciati alla città di Napoli. Voto di simpatia.

Colombo, 6 - A 38 anni l'esordio assoluto in Serie A, meritatissimo. Professionista esemplare e uomo spogliatoio, non è un caso che la società stia pensando seriamente di rinnovargli il contratto. Voto di stima.

Maggio, 6-. Stagione non del tutto positiva per l’esterno vicentino che dimostra di non sentirsi a proprio agio nel nuovo schema di Rafa Benitez, soprattutto all’inizio di stagione. Alterna prestazioni positive ad amnesie cruciali sulla destra. Lo stop nel finale di stagione è il sintomo di un’annata sfortunata tra luci ed ombre. Per ora ha traslocato, il futuro è un rebus e in mezzo c’è il mondiale. Se saluti devono essere, per Christian solo complimenti e ringraziamenti. Due Coppe Italia e tanti ottimi risultati e record.

Zuniga S.V. Ha fatto più notizia fuori dal campo. Fra saltelli anti-Juve, rinnovo milionario e grave infortunio, praticamente ha saltato tutta la stagione. Per qualcuno ha fatto il furbo, per altri solo sfortuna e incomprensioni. Fatto sta che ha incassato una bella cifra senza mai giocare.

Mesto, 6,5. Fin dal ritiro di Dimaro, nonostante i tanti dubbi, dimostra di essere una gradita sorpresa. Benitez stravede per la sua duttilità e attenzione difensiva, e lo utilizza spesso da titolare. Peccato per il grave infortunio, poteva essere prezioso in questa stagione. “E’ un grande professionista”, i complimenti di Rafa sono tutto un programma.

Reveillere, 5+. Arriva come rattoppo all’ecatombe di infortuni sugli esterni. Poche le prestazioni convincenti, difficile pensare ad una riconferma. Ghoulam 6.5. Finalmente un mancino di ruolo sulla sinistra. Acquistato a gennaio, viene accolto con tanta diffidenza, ma lui risponde sul campo con grande continuità di rendimento. Piede vellutato e tante diagonali difensive, è l’uomo in più. C’è da affinare meglio la fase difensiva, ma il tempo utile e il maestro giusto ci sono.

Britos, 5. Era partito bene, poi si è perso, soprattutto dopo l’infortunio a Roma. Tante, troppe incertezze. Risulta irruento, poco lucido, e il rapporto cartellini gialli - minuti giocati non lascia scampo.

Henrique, 7. E’ l’acquisto più azzeccato. Jolly poliedrico, sforna prestazioni incredibili: centrale, terzino e mediano, lui c’è sempre. Caratteristiche, queste, che piacciono molto a Rafa Benitez. Il gol spettacolare a Catania è la ciliegina sulla torta della prima ottima parentesi in maglia azzurra. La convocazione per i mondiali, poi, è la conferma che Bigon, Benitez e tutto lo staff ci hanno visto giusto.

Fernandez, 7,5. E’ lui o non è lui? E’ lui o è il fratello gemello? Parte in sordina in quel di Dimaro. Benitez pensa alla cessione, poi la scelta di provare a valorizzarlo. Federico sfodera una grande stagione: cancella gli scarabocchi del passato con prestazioni di spessore, il merito è tutto suo e di don Rafè.

Albiol, 7. Leader indiscusso del pacchetto arretrato. Guida la difesa e dà tranquillità al compagno Fernandez che cresce anche grazie a lui. La qualità dell’ex galacticos fa la differenza in lunghi tratti della stagione. Finale di stagione in apnea, non mancano gli errori e le distrazioni. Ma ha praticamente giocato sempre lui senza una valida alternativa alle spalle.

Cannavaro, 5. La storia non è mai stata in discussione, e nemmeno la fede. Ma nel calcio non può e non deve andare in campo la riconoscenza. Si capisce fin da subito che sarà una stagione difficile per il capitano. La gara d’andata contro la Roma è la fotografia del suo stato d’animo e dell’annata. 5 all’ultima stagione tribolata, 9 per il totale.

Armero, 4,5. Una o due prestazioni di buon livello, ma il disagio nel ricoprire il ruolo di terzino in una difesa a 4 è evidente. La cessione a gennaio è il chiaro segnale che Benitez non lo reputa idoneo per i suoi schemi. Ora però tornerà a Napoli e bisognerà capire quale sarà il futuro del colombiano.

Inler, 7+. Un’annata da montagne russe. Gokhan alterna prestazioni sontuose e gol d’antologia a dormite colossali. Al di là delle polemiche con Dzemaili e Behrami, l’arrivo di Jorginho gli dà effettivamente una nuova dimensione tattica: le caratteristiche del brasiliano si sposano meglio con le sue e tutto il reparto ne beneficia pur tra alti e medio bassi.

Dzemaili, 6. Per essere un rincalzo, è di quelli preziosi per la sua innata capacità di fare gol trovando la porta dalla lunga distanza o con inserimenti fulminei. Il suo modo di giocare lo porterebbe ad essere il vice naturale di Hamsik, ma Benitez lo vede tra i quattro in mediana dove Blerim non ha i tempi giusti per contenere e la qualità complessiva per dettare i tempi.

Behrami, 5,5. Dai più indicato come elemento fondamentale per dare solidità alla mediana di Benitez, ha via via deluso le aspettative dopo un inizio di ottimo livello. A Dimaro aveva messo le cose in chiaro. A quelli che ipotizzavano un suo impiego da terzino, Benitez diceva così: "Valon mi ha detto che vuole giocare a centrocampo". Un aspetto non proprio positivo anche perchè il tecnico spagnolo predilige i calciatori poliedrici. L'infortunio 'sospetto' a gennaio (c'è chi ha ipotizzato un incidente sugli sci) e le polemiche generate, aggiunge all'episodio del furto dell'auto noleggiata con tanto di commento su twitter, hanno condizionato non poco il finale di stagione. Ora si è ad un bivio. Forse sarà addio. Radosevic sv: Un altro anno da apprendista alla corte di De Laurentiis. Benitez gli concede qualche chance che il ragazzone sfrutta a dovere. Sarebbe il caso di andare a giocare in prestito se l'alternativa è un altro anno di transizione. E' il momento di far vedere il proprio valore.

Jorginho, 6. Arrivato dal Verona a gennaio, ha subito sorpreso tutti per la semplicità nel trovare la giocata. Piede educato e dalla verticalizzazione facile, ottimo dinamismo e visione di gioco. Interessante anche la sua potenziale freddezza sotto porta. A serata di alto livello ha alternato prestazioni sotto tono. L'inizio lascia ben sperare, ma si evince che ci sarà tanto da lavorare sulla contnuità e sulla personalità.

Callejon, 8,5. Un colpo meraviglioso quello messo a segno dal trio De Laurentiis-Benitez-Bigon. I madrileni avevano esultato per la cessione di Josè al Napoli, poi a godere è stato il popolo partenopeo al cospetto di un campione straripante: 20 gol, tenuta atletica a tutto campo, grandi risorse tecniche e poliedricità su tutto il fronte d'attacco. Se non è un fuoriclasse, poco ci manca.

Mertens, 8. E' ormai un cult come i film di Lino Banfi la famosa previsione di Eziolino Capuano ad inizio stagione: "E' un giocatore normalissimo che non farà più di otto partite da titolare". Basta andare a vedere lo score del calciatore belga e informarsi sulla stima dei tifosi per capire chi è Dries. Giocate di altissima classe, gol a raffica, assist e senso del sacrificio tattico. Da limare qualche egoismo di troppo, ma per un attaccante si tratta di un vezzo che a volte paga. Un folletto tutto da amare!

Hamsik, 6. Marek avrà sempre voti alti per l'uomo vero che è. Una stagione strana quella del capitano: inizio sprint e di livello internazionale, poi la delusione con la nazionale e l'infortunio, il primo serio della carriera. Da lì in poi una via crucis dolorosa tra voci assurde e infondate sui disagi tattici e fuori dal campo. Campione senza se e senza ma, sarà lui il vero acquisto della prossima stagione.

Insigne, 7,5. Dopo l'apprendistato con Mazzarri, Lorenzo conferma di aver capito come si gioca ad alti livelli in serie A. Grazie agli insegnamenti di Benitez completa la crescita. Tanto sudore, buone le proiezioni offensive e la coralità con i compagni. La prima parte di steagione è costellata di episodi poco assistiti dalla dea bendata: pali e gol sfiorati di un soffio. La seconda parte dell'anno agonistico è invece un crescendo rossiniano. Archiviate le polemiche con un gruppetto isolato (e poco intelligente a dire il vero) che al San Paolo lo ha fischiato, il Magnifico sfodera il meglio del suo repertorio fino alla marcia trionfale nella serata dell'Olimpico: doppietta per lui e quinta coppa Italia della storia del Napoli.

Higuain, 8. Non snoccioleremo tabellini o statistiche, basterà dire che raccogliere la pesante eredità di Cavani non era semplice. Ma Gonzalo non è uno normale, è un campione di assoluto valore. El Pipita è un calciatore di respiro internazionale, la sua incredibile qualità tecnica al servizio della squadra fa di lui uno dei migliori attaccanti al mondo per senso del gol ed efficienza collettiva. La prima stagione al Napoli culmina con una vittoria della Coppa Italia e con un terzo posto di tutto rispetto a cui vanno aggiunte notti magiche in Champions e in campionato. Il voto non va oltre l'8 (anche se meriterebbe di più) perchè un fastidioso infortunio ha caratterizzato l'intera annata.

Pandev, 7. Qualità tecnica come pochi, spalle alla porta e in zona calda è tra i migliori d'Europa. Sopraffino in rifinitura nelle occasioni in cui viene chiamato a sostituire Higuain o per fargli da spalla. Quel che Goran fa fatica a trovare è la continuità di rendimento, ma uno come lui è sempre prezioso averlo in squadra. Stagione d'addio o riconferma? Il contratto andrà in scadenza e il tempo stringe...

Zapata, 6,5. Segna in campionato, in Champions e in Europa League. Arrivato a Napoli tra lo scetticismo di molti che l'avevano subito etichettato come 'nuovo pacco sudamericano', il ragazzone colombiano si è messo in religioso silenzio a disposizione di Benitez alle spalle di Higuain. Professionalmente ineccepibile, le qualità non mancano: coriaceo nel corpo a corpo, opportunista, bravo di testa e notevole senso del gol. Difficile dire se sia già pronto per un Napoli che ha voglia di vincere, ma il futuro può essere dalla sua parte, magari dopo un anno di prestito altrove. Benitez e lo staff scioglieranno presto le riserve.

Benitez, Pecchia e lo staff: 8,5. Non era semplice dare un colpo di spazzola dopo l'addio di Cavani e Mazzarri. Rafa e i suoi ci sono riusciti subito: nuovi sistemi, sorriso sempre bene in vista, disponibilità a parlare con tutti, ampiezza di vedute, mercato oculato e senza fare follie a prescindere da quanto qualcuno voglia far passare dimenticando che il solo Cavani ha fatto incassare al Napoli 64 milioni. Una Coppa Italia, per chi non è snob, è un discreto traguardo. Il terzo posto anche, ma si poteva fare di più a prescindere dalle annate straordinarie di Juventus e Roma. I punti gettati via sono gli incidenti di percorso di chi sperimenta: ora però è il momento di accelerare. Strepitose e sfortunate le notti in Champions, di grande livello le lezioni impartite ai top club della A tra le mura del San Paolo e non solo. Le sensazioni sono tutte positive: con Benitez al comando si ha l'idea di essere al cospetto di un'occasione storica più unica che rara. Strutture, stadio, management, settore giovanile. Rafa revolution, lo abbiamo lanciato noi questo slogan e lo ripetiamo ancora adesso. La simbiosi con la città e l'attenzione agli aspetti storici e sociali fanno dello spagnolo un personaggio straordinario oltre che un testimonial perfetto per la nostra città.

Bigon, 7,5:  Costruire la squadra nell'anno della rivoluzione tra panchina e campo non era semplice. Il diesse si arma di pazienza e riesce nell'impresa di piazzare buona parte dei colpi richiesti da Benitez. Se avesse un budget più ampio a disposizione potrebbe fare ancora meglio. La sinergia con Benitez e le qualità diplomatiche sono però aspetti di non poco conto. Coordina egregiamente i lavori del suo staff: Callejon, Mertens e i profili indicati al mister madrileno sono il risultato di un grande lavoro di squadra. Tanti i talenti monitorati, sempre grande attenzione a tutti gli aspetti tra esigenze di campo e societarie. I colpi Ghoulam, Henrique, Jorginho e Koulibaly sono l'ulteriore conferma di un interessante lavoro prospettico.

De Laurentiis, 7,5: Fa di tutto per trattenere Mazzarri, poi finisce per perdere sia il tecnico che Cavani. I tifosi sembrano delusi, ma lui si rimbocca subito le maniche: pesca dal cilindro il jolly Benitez con un blitz inglese, sferra l'attacco per assicurarsi Higuain e si fionda su Mertens, Albiol, Callejon e Reina. Il quadro che dipinge è bello, ma incompleto. Il presidente lo sa bene e chiede a Rafa di fare di necessità virtù. Nascono così le scommesse vinte come Fernandez, Mesto e (in parte) Zapata. Arriva un altro trofeo per festeggiare il decimo anno di gestione, ma ora è il momento della verità. Servono gli ultimi colori, il pittore giusto c'è. Rinforzi mirati e di valore tra difesa e centrocampo oltre la conferma necessaria di Reina. Stadio, strutture e settore giovanile. Presidente, ha tutto a portata di mano per diventare leggenda! Occorre un pizzico di coraggio e di sana follia... Trasformiamo quel 7,5 in 10 senza ulteriori passaggi intermedi!

Tifosi, 10 e lode come sempre! Meritano le migliori gioie...

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