Report, Auteri: "Andrea Agnelli era meno coinvolto di come sono coinvolti oggi i dirigenti di Milan e Inter. Il calcio non può derogare a regole di condotta"

Le Interviste  
Report, Auteri: Andrea Agnelli era meno coinvolto di come sono coinvolti oggi i dirigenti di Milan e Inter. Il calcio non può derogare a regole di condotta

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il giornalista di Report, Daniele Autieri. Di seguito le sue parole:

«Gabriele Gravina ha lanciato due messaggi, entrambi interessanti. Si è difeso sul passato, dicendo che tutto è in ordine, e ha fatto una promessa sul futuro, sostenendo che le norme dovranno essere rispettate. L’ex membro della Covisoc ha detto che loro ricevono pressioni costanti poiché c’è un tema di realizzabilità del campionato. Se un solo club salta, si mette a rischio l’intero campionato. Credo che loro abbiano messo in piedi un sistema di regole e di controlli che alla fine permette ai club di far quadrare i conti, anche se questi ultimi poi non tornano. Si vanno a vedere dei dati puramente numerici, ma nessuno entra nel merito di ciò che c’è nei bilanci.

Il problema è che qualunque altra azienda sana che avrebbe voluto acquistare l’Inter, avrebbe dovuto rimettere in sesto i bilanci poiché c’era delle irregolarità. Quelle irregolarità non sono mai state risanate, anche se quel problema è stato superato con l’ingresso di Oaktree. Per anni, però, i bilanci li hanno chiusi così: con delle voci in attivo inesistenti.

Dopo il Covid hanno azzerato tutte queste sponsorizzazioni e da lì è stata avanzata la richiesta di prestito obbligazionario. L’errore a monte dell’analisi che si fa sul calcio è condensato nella battuta del Presidente del Senato, La Russa, che noi abbiamo riportato: “La società di calcio non va parametrata con i numeri di bilancio come tutte le società ma con le emozioni”.

Mi sembra ingiusto nei confronti di tutti quegli imprenditori che hanno delle aziende di famiglia e che ogni giorno ci buttano il sangue. Una società con un capitale negativo, cioè sotto 0 è destinata al fallimento, invece si permette una deroga da parte delle istituzioni. Devo aggiungere una cosa su Abodi. È stata fatta questa operazione populista di commissariamento della Covisoc, ma non si è mosso niente. Stiamo attenti: sono tutti bravi a parlare di riforma del calcio! Ci sono delle norme che parlano chiaro: i tesserati non possono parlare con le tifoserie. E proprio per questo è stata istituita la figura manageriale dello SLO, che è l’unico che può parlare con i tifosi.

A Milano la storia è scappata di mano poiché questi gruppi organizzati avevano preso in mano tutta la gestione dello stadio: dai parcheggi alle biglietterie. Mi sento di dire che c’è stata anche la complicità del club, perché gli dava i biglietti. Alcuni presidenti o i dirigenti chiudono i rapporti con le tifoserie, all’Inter non è stato fatto. Nel 2017 la questura di Torino ha mandato a Marotta una lettera come monito: state attenti poiché ci sono delle prassi irregolari. Da lì è scoppiata l’inchiesta. Agnelli prese 6 o 7 mesi di squalifica.

La Procura federale agì abbastanza rapidamente. Per quel che si sapeva Andrea Agnelli era meno coinvolto di come sono coinvolti oggi i dirigenti di Milan e Inter. Anche se l’Inter non è una azienda quotata, ha sottoscritto un'obbligazione. Questo significa che ha preso soldi da risparmiatori. C’è un prestito obbligazionario quindi ci sono degli obbligazionisti che hanno messo soldi e che devono essere garantiti. Napoli in corsa con una squadra che non doveva essere iscritto al campionato? Non posso dirlo. Tante squadre hanno dei problemi, ma il calcio non può derogare a quelle che sono regole di condotta e di buon senso. Questa regola vale per tutti e prima di tutti per la squadra campione d’Italia».

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