Pagellone di fine stagione: Allan, Koulibaly e Insigne i migliori! Diawara non al top, rimandato Ounas. Mario Rui la sorpresa

Editoriale fonte : di Cannavo, Russo, Marrazzo, Cacciola, Pantaleo
Pagellone di fine stagione: Allan, Koulibaly e Insigne i migliori! Diawara non al top, rimandato Ounas. Mario Rui la sorpresa

Il pagellone di fine anno degli azzurri.

  • Pepe Reina 6,5 - Qualche errore sì, ma la sua stagione è stata decisamente soddisfacente. Lo spagnolo lascerà l'azzurro per accasarsi al Milan di Gattuso dove, probabilmente, dovrà giocarsi il posto con Gigi Donnarumma. Un punto di riferimento per la squadra, sia dentro che fuori dal campo. Si è conquistato l'amore del pubblico azzurro che vale, per lui, più di qualsiasi altra cosa.
  • Luigi Sepe sv - Qualche chance in più avrebbe potuto averla, ma Sarri e Reina gli hanno sbarrato la strada anche quando gli si poteva concedere qualche minuto. Il suo futuro è altrove, dove magari avrà l'opportunità di dimostrare le sue q ualità ormai nascoste...
  • Rafael Cabral sv - Zero presenze in stagione, eppure arrivò con le stigmate del talento. Terminerà la sua stagione a Napoli nel prossimo 30 giugno. Al momento non ci sono squadre sulle sue tracce. Ci auguriamo di poterlo vedere come lo apprezzavamo ai tempi del Santos. 
  • Elseid Hysaj 6,5 - L'annata del vorrei ma non posso, o quantomeno non riesco. Avrebbe i mezzi per sfondare, eppure non riesce a mettersi in mostra come al primo anno in azzurro. Meglio del 2016-2017, certamente, ma l'albanese non ricorderà questa come la migliore stagione della carriera.
  • Christian Maggio 6,5 - Avrebbe meritato la passerella finale contro il Torino, ma Sarri non gliene ha dato la possibilità. Peccato, perchè Christian è stato un esempio di professionalità non solo quest'anno, ma in tutta l'esperienza decennale in azzurro. Quando è stato chiamato in causa, ha sempre dato il suo apporto.
  • Raul Albiol 7,5 - Il signore della difesa: esperienza, affidabilità, stabilità. In certe partite è riuscito ad arginare gli attaccanti avversari senza nemmeno sbattersi troppo. Rispetto a Koulibaly non brillerà mai per esplosività fisica, ma senza Raul il senegalese ogni tanto ha dimostrato qualche piccola lacuna.
  • Kalidou Koulibaly 8,5 - Mamma mia Kalidou, mamma mia! Perdonateci l'espressione, ma la stagione dell'ex Genk è stata clamorosa. Strapotere fisico, a tratti immarcabile anche quando non ha disdegnato qualche folata offensiva. Miglior difensore d'Italia, al top anche in Europa. Trattenerlo sul mercato non sarà facile, ma senza di lui il Napoli perderebbe tantissimo.
  • Vlad Chiriches 6,5 - Di questa stagione ricorderemo il gol da sessanta metri al Carpi in pre-stagione, nonchè la spalla fuoriuscita contro il Bologna. Limitatissimo dagli infortuni e dalle sparute rotazioni di Sarri nella retroguardia, nel 2018 soltanto tre presenze. Però è garanzia d'affidabilità, senza dubbio.
  • Lorenzo Tonelli 6 - Inutilizzato fino al dieci febbraio, poi sei presenze in tutto ed un gol contro l'Udinese. Sarri passa dal non vederlo mai allo schierarlo con una certa continuità tra l'8 ed il 29 aprile. Se vuole maggiore spazi, forse Napoli non è la piazza adatta.
  • Faouzi Ghoulam 7,5 - Se solo non si fosse fatto male al ginocchio...forse il Napoli l'avrebbe perso a parametro zero. Non lo sapremo mai, dunque ci resterà negli occhi uno splendido avvio di stagione che lo ha portato ad esprimersi a livelli irreali (la serpentina contro la Spal, con gol di destro - !! - è lampante). Lo aspettiamo a Dimaro? O troverà qualcuno in grado di scommetterci su pagando la clausola?
  • Mario Rui 7 - Oggetto misterioso sino all'infortunio di Ghoulam, una condizione fisica che arriva non troppo in tempo. Poi esplode, cresce a dismisura e forse è la più grande vittoria di Sarri, che lo rende giocatore in grado di arrivare al Mondiale: ve l'avessero detto il cinque novembre, giorno del suo debutto dal 1', ci avreste creduto? 
  • Hrvoje Milic SV - Meriterebbe dieci perchè incarna e rappresenta il sogno inconscio di tutti: svincolato, chiamato da una squadra in lotta per lo scudetto, pagato per allenarsi e - allo stesso tempo - tenersi in forma. Chi meglio di lui?
  • Marek Hamsik 6 - Non la migliore stagione del capitano in maglia azzurra. Dopo un inizio evidentemente sotto tono, si è ripreso perentoriamente tornando a segnare i gol che hanno sempre fatto parte del suo repertorio. Non ha trovato la continuità degli anni scorsi, se non nella sostituzione al minuto sessanta per Zielinski. Anche se non sarà ricordata per il rendimento, questa stagione per lo Slovacco è quella della consacrazione a tutti gli effetti in maglia azzurra. 500 presenze con il Napoli, 100 reti in Serie A e scalzato Maradona sul trono del miglior marcatore della storia del club. Annata sufficiente, ma resta un giocatore e un capitano da 10 e lode.
  • Piotr Zielinski 6,5 - E' stato il dodicesimo titolare di Maurizio Sarri. Affidabilità e crescita continua per il polacco dalla faccia timida. Buono il rendimento con 7 gol e 3 assist in tutte le competizioni. Si conferma come alter ego di Hamsik come mezz'ala sinistra ma stupisce per adattamento come punta esterna sostituendo Insigne in maniera più che egregia mettendo a segno anche qualche rete pesante soprattutto in Champions League. Il futuro del centrocampo azzurro non può che essere suo. Stagione più che sufficiente che testimonia una crescita costante quanto importante
  • Allan 8 - Probabilmente il migliore tra gli azzurri se non il migliore della stagione. Quantità indiscutibile a cui è riuscito ad accoppiare una qualità non indifferente e qualche gol che non fa mai male. Nel periodo di calo fisiologico del Napoli, è stato il brasiliano a prendersi sulle spalle il reparto correndo per i suoi compagni. Stoico a Firenze nella debacle azzurra contro i Viola, e migliore in campo per distacco in più di una partita. Peccato sia stato snobbato dalla nazionale verdeoro, avrebbe meritato di andare al Mondiale
  • Marko Rog 6 - Il croato ha avuto pochissimo spazio nelle gerarchie di Sarri, molto meno di quanto ci si aspettasse viste le premesse dello scorso anno. Buttato nella mischia quasi sempre negli ultimi dieci minuti, non ha avuto il tempo materiale per poter mettersi in evidenza se non per la sua foga che spesso è risultata controproducente visti i cartellini gialli collezionati. Oltre il danno, è arrivata anche la beffa, visto che gli toccherà vedere la sua croazia ai Mondiali dal divano di casa. Le premesse sono comunque buone anche se non molto differenti da quelle di 365 giorni fa. Il ragazzo merita comunque la sufficienza per l'impegno profuso.
  • Jorginho 7,5 - L'italo-brasiliano ha confermato che il 4-3-3 di Sarri sembra un vestito che gli calza a pennello. E' il centrocampista che ha collezionato il maggior numero di passaggi riusciti in Serie A. I numeri, che non mentono, giocano nettamente a suo favore. In fase di costruzione ha letteralmente sfiorato la perfezione, anche se per costituzione e caratteristiche è stato costretto a 'spendere' qualche ammonizione di troppo per evitare le classiche 'imbarcate' nei rari casi in cui gli avversari riuscivano ad eludere il pressing azzurro. Le lusinghe dei top club europei per Jorginho non possono essere un caso: è stato uno dei migliori in questa stagione.
  • Amadou Diawara 6 - Forse la delusione maggiore rispetto alle premesse della scorsa stagione, quando sembrava lanciato verso la titolarità indiscussa ai danni di Jorginho. La personalità dimostrata nell'assumersi la responsabilità di calciare e trasformare il rigore in Champions League a Manchester contro il City e il gol in zona cesarini al San Paolo contro il Chievo che hanno rilanciato le velleità scudetto degli azzurri, sono ottime attenuanti, ma il rendimento altamente sotto le aspettative nelle poche occasioni in cui è partito titolare, non lo fanno andare oltre la sufficienza. Di sicuro un grande talento ma affidargli le chiavi del centrocampo partenopeo sembra ancora prematuro.
  • José Callejon 7 - Partito fortissimo, è calato con il passare delle giornate fino a crollare nel finale, sia fisicamente che mentalmente. Ha pagato l'assenza di una alternativa in grado di fargli tirare, di tanto in tanto, il fiato, la stagione resta comunque più che positiva con la doppia cifra raggiunta sia nella classifica marcatori che in quella per gli assist.
  • Dries Mertens 7.5 - 18 centri stagionali rappresentano un bottino notevole per chi, come lui, fino a poco più di un anno fa, non aveva mai agito da centravanti in carriera. Calo di rendimento tanto notevole quanto inevitabile nel girone di ritorno, paradossalmente ha risentito ed in maniera importante dell'infortunio di Milik che lo ha privato della possibilità di riposarsi quando necessario.
  • Arkadiusz Milik 6.5 - Poteva essere l'annata della definitiva mazzata, di un esilio forzato. Invece è stata quella della rinascita totale. Fortissimo nell'animo: più caparbio del destino, oltre ogni avversità. A Ferrara una nuova rottura del legamento crociato anteriore, ora all'altro ginocchio, e un nuovo lungo tunnel da affrontare. Questa volta però ne esce rinvigorito, maturo e convinto. A gennaio scommette su se stesso e i fatti gli danno ragione: niente prestito al Chievo, è Napoli la sua reale dimensione e lo dimostra suon di gol con i quali si riprende il suo futuro azzurro. Da Reggio Emilia in poi un treno, con la piazza che lo invoca a gran voce al posto di uno stremato Mertens. Quattro reti in 348 minuti: tanto per chi rischiava seriamente di sprofondare nell'oblio. Rafael insegna... 
  • Lorenzo Insigne 8 - Un napoletano che unisce l'Italia intera. Basterebbe questo per sintetizzare, considerando il delirante scenario tra cori beceri e un insensato odio dilagante. L'uomo della discorsia per Gian Piero Ventura, il simbolo del calcio spettacolo per Maurizio Sarri. Assoluta qualità, leadership e un grandioso lavoro tattico sulla scia della scuola Benitez. Uniche due pecche: le reti di quest'anno in campionato, solo 9 contro le 18 precedenti, e quel gesto "zitti" ai tifosi da evitare soprattutto una volta risolto l'equivoco. Per il resto, impeccabile. Una continuità fondamentale che lo rende il vero faro offensivo, un regista avanzato tra i tagli per Callejon e i filtranti per Mertens. Da lui arriva il guizzo al momento del bisogno, è lui il trascinatore di una squadra a un passo dall'Olimpo. 
  • Adam Ounas 5,5 - 10 milioni di euro per salvare la Primavera del Napoli. Fondamentalmente, è stato questo il contributo alla causa azzurra quest'anno. Tecnicamente dotato, ma da rivedere sul piano tattico e più in generale su quello della mentalità. Semplicemente, non è ancora pronto. Deve maturare. "Sembra si parli del nuovo CR7, ma è un talento anarchico", ha ammesso il tecnico lo scorso dicembre che nemmeno troppo a caso l'ha più volte definito 'il ragazzino'. Tante aspettative, ma non sono arrivate grosse indicazioni quando le chance sono arrivate. Serve tempo, probabilmente sfiduciato anche dall'inserimento nella trattativa per Politano a gennaio. Di certo, urge un suo passo avanti come maturità. 
  • Maurizio Sarri 7.5 - Ha dato un'identità fortissima al Napoli riconosciuta in Italia, ma anche fuori dai confini. Ha incrementato le valutazioni di alcuni giocatori cardine: Koulibaly, Jorginho su tutti. Ad un passo dall'impresa, ad un passo dallo scudetto. Ha deciso di puntare tutto sul campionato tralasciando completamente le competizioni europee e la coppa Italia. La sua squadra è scoppiata a Firenze, a suo dire non ha tenuto psicologicamente per la rocambolesca vittoria della Juve a San Siro con l'Inter. Ma un allenatore che con quella rosa a disposizione ha chiuso a 91 punti non può che ritenersi soddisfatto. E non può non avere gli onori della critica, visto che l'oscar è andato ad altri. Resta, come è ovvio che sia, qualche leggerissima falla per alcuni buchi oscuri dell'organico e la gestione dello stesso. Rog, Diawara, Maksimovic costretto a partire, restano piccoli punti neri in un percorso ad ogni modo straordinario. Ma per dovere di cronaca da elencare. Riparta da qui, per migliorarsi, a Napoli o altrove. 
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