"Sento la mancanza del gol ma non nasco come attaccante e bomber. Per me è sempre stato più importante l'assist per la squadra. Non sono come Milik che ha fame di fare gol. Mi annoia non farne, ma passare il turno in Europa League mi interessa di più", è chiaro Dries Mertens, le sue parole sono evidente consapevolezza di essere troppo distante da quello che tutti avevano imparato a conoscere, da quello in grado di non far sentire, su intuizione di Sarri, la mancanza di un bomber in grado di fare 20 gol, almeno, a stagione.
Mertens è sempre stato legato alla 'sua' nuova città: "Sono a Napoli, vivo a Napoli e l'amo. Devo ridere sempre e se la mattina arrivo a Castel Volturno e Starace mi porta il caffè, mi rende orgoglioso. Regalo sorrisi e ne ricevo. Spero che domani possa fare gol, mi hanno insultato un po' per il fantacalcio: ho fatto perdere tanta gente". L'attaccamento alla maglia, col rifiuto lo scorso anno alla Cina e la pemanenza, con le voci riproposte in questa finestra di mercato che ha visto l'addio di Hamsik, tornando a parlare del rinnovo quando sembrava ormai andato e pronto a vestirsi con una nuova maglia, passando per il suo essere scugnizzo e sempre col sorriso, allo stadio che lo incita e che gli ha cambiato nome, facendolo diventare Ciro.
Però c'è l'altra faccia della medaglia, c'è quello scugnizzo, reale, quel talento di Frattamaggiore che tiene più di tutti all'azzurro della sua città, alla fascia da capitano che è riuscito a conquistarsi con sudore, simbolo di una realtà, partenopea, che sa applaudirlo ed esaltarlo, ma che al tempo stesso forse spesso critica, anche troppo in alcune circostanze. Lorenzo Insigne, che sicuramente come Mertens ha attraversato un periodo negativo, viene doppiamente criticato perchè napoletano, ma è anche vero che per il talento belga ora c'è la prova del nove: l'occasione giusta, complice l'infortunio del 24, che gli potrà consentire di rispolverare le sue doti. Proprio lui che era rimasto per superare Hamsik, questo era uno degli obiettivi di inizio stagione. Una faccia e l'altra, una critica e un'altra: Insigne e Mertens, i due talenti che lottavano in passato per una maglia da titolare, che sono poi diventati inamovibili nello scacchiere di 'sarriana memoria', ma che, ora si ritrovano a dover sgomitare per avere la titolarità, col belga che parte un tantino più indietro. Tante, troppe e continue critiche a Lorenzo, mentre a Dries, forse, viene perdonato praticamente tutto anche se è da mesi che il suo rendimento è al di sotto delle aspettative e i gol sono calati, e questo dispiace.
Napoli e il Napoli hanno bisogno di Dries, hanno bisogno di Ciro Mertens a partire dall'Udinese. A partire da questa gara di domani, a caccia di un trofeo poi, l'Europa League, che può far cambiare il giudizio complessivo, che può diventare simbolo di una stagione esaltante. Allora tocca a Dries, allora tocca al suo ingegno, al suo estro, alla sua fantasia e alla speranza di ritrovare il suo fiuto del gol.
di Ciro Novellino
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