Perchè il rientro in gruppo di Diego Demme è fondamentale per il Napoli di Spalletti

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Perchè il rientro in gruppo di Diego Demme è <i>fondamentale</i> per il Napoli di Spalletti

Il centrocampista tedesco del Napoli Diego Demme è rientrato in gruppo dopo l'infortunio al cuboide

Il Napoli ha una squadra forte, di livello medio-alto, con un gioco spumeggiante e divertente, nonché efficace. Si è sentito un po’ di tutto in questo primo mese e mezzo di stagione, eppure alla squadra azzurra è mancato - nel gioco dei doppioni - un centrocampista centrale in grado di far rifiatare Stanislav Lobotka. Non che quest’ultimo abbia bisogno di riposare, anche se necessariamente con 12 partite in 42 giorni servirà un po’ di pausa per tutti. Però il ritorno di Diego Demme a disposizione di Luciano Spalletti può portare a compimento i tasselli che vedono due giocatori per ogni ruolo.

“Diego Demme? In un mese è tornato in gruppo, la condizione fisica è ottima, ora deve ritrovare le dinamiche dei contrasti e del lavoro di squadra” - Raffaele Canonico, responsabile dello staff medico della SSCNapoli.

  • di Claudio Russo (@claudioruss)

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La differenza tra Demme e Lobotka

Diego Demme non è Stanislav Lobotka in quanto a numero di palloni toccati o di posizione strettamente pura sul terreno di gioco, ma in un ipotetico 4-3-3 è il sostituto dello slovacco davanti alla difesa. Con maggiore atletismo e aggressività in fase di recupero palla, forse, ma sicuramente con doti più da mediano che da metodista. E rapido nello smistare il pallone, fondamentale per lo stesso Spalletti.

L’utilità tattica di Demme

Chi ne può giovare del rientro di Demme? In campo, sicuramente Lobotka che ha un sostituto e può essere sostituito all’occorrenza, ma anche i suoi compagni di reparto: avere un centrale più difensivo, magari, potrebbe permettere a Spalletti di liberare con un po’ più di facilità le due mezzali ai fianchi del tedesco. Ad esempio Tanguy Ndombélé, nel caso prendesse il posto di André Frank Zambo Anguissa, ma anche gli stessi Piotr Zielinski ed Eljif Elmas.

Lo scorso anno, in alcuni frangenti, il Napoli ha potuto attaccare con una sorta di 4-1-4-1 a livello di posizionamenti offensivi, con i terzini pronti ad avanzare sulle fasce ed un mediano - in questo caso Demme, sempre per via di doti difensive più prominenti di Lobotka - capace di restare più bloccato per non lasciare troppo soli i centrali difensivi. È chiaro che il rientro in rosa del tedesco permetterà a Spalletti non solo di avere un’alternativa numerica in più, ma anche una possibilità per cambiare - a seconda dei momenti di ogni singola gara - la varietà tattica della sua squadra.

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