Il Roma - Il Napoli ha messo in piedi un'operazione simpatia per Insigne, Lorenzo dimostra di voler ricucire il rapporto con il pubblico

Rassegna Stampa fonte : Dario Marotta - Il Roma
Lorenzo Insigne, attaccante e capitano del NapoliLorenzo Insigne, attaccante e capitano del Napoli

Si fa presto a parlare di napoletanità, di orgoglio, di appartenenza. La realtà, per chi sente su di sé il peso delle responsabilità, è ben diversa dalla letteratura spicciola. Ne sa qualcosa Lorenzo Insigne, uno dei più interessanti esempi di una vecchia massima ancora attuale: nemo propheta in patria. Lui, in quella che è la sua patria, ci vuole restare , nonostante un certo disagio, divenuto a tratti imbarazzante, specie lo scorso anno. Le frizioni con l’ambiente sono storia nota e nemmeno la crescita professionale e umana è servita ad ammorbidire quello strano sentimento di odio-amore. Esaltato è buttato giù, trascinatore e capro espiatorio in un’altalena di umori che avrebbe fiaccato chiunque.

Insigne ci ha messo del suo e ne è perfettamente consapevole. Troppe volte non è riuscito a tenere a freno le sue pulsioni, ingaggiando inutili e dannose battaglie a distanza con il pubblico. Un atteggiamento pagato a caro prezzo, ben più determinante rispetto a qualche prestazione non proprio all’altezza. Un periodo no si perdona a tutti (e lui ne ha avuti) ma guai a mettersi contro il San Paolo con reazioni stizzite dopo qualche fischio o con qualsiasi altra polemica. Il capitano è conscio della situazione, sa di dover migliorare anche sotto questo profilo e in più di una circostanza ha addotto a sua difesa l’alibi del “tifoso in campo” che vive le stesse emozioni (positive e negative) di coloro che abitano gli spalti. Così, quando le cose si mettono per il verso giusto, Insigne diventa un trascinatore mentre spesso, nei momenti di difficoltà, finisce per deprimersi, proprio come un comune tifoso.

Il Napoli sta facendo la sua parte per ricucire il rapporto e lo stesso Insigne pare ben disposto a mettere un punto e a ricominciare daccapo. Da capitano e da leader ha partecipato all’incontro organizzato a Dimaro con i tifosi (con lui c’erano anche Mertens e Manolas) apparendo spigliato, disinvolto, sereno. I presenti hanno apprezzato e anche a Carciato, durante le sessioni di allenamento, è sempre tra i più acclamati dal pubblico. Il club ha messo in piedi una sorta di operazione simpatia, ovviamente con l’aiuto e il benestare dell’azzurro che ieri si è concesso ai microfoni della radio ufficiale per raccontare il suo ritiro in Trentino e per lanciare l’ennesima sfida alla Juventus. È stata anche l’occasione per ribadire la sua ferma volontà di restare a Napoli per amore della gente e della città, alla quale, in fondo, chiede solo di essere capito. Il capitano dimostra di voler ricucire il rapporto con il pubblico, e a Dimaro parla apertamente senza paura di dire cose sbagliate: “Il vero trascinatore è il belga”. Scrivono i tifosi: “Ormai il nuovo leader dello spogliatoio dopo l’addio di Albiol”. “Ma bisogna riconquistare anche i supporters in città”.

Il nuovo Lorenzo riparte dalle vecchie certezze, con il placet di Carlo Ancelotti. Il capitano del Napoli ha espresso il desiderio di tornare a giocare a sinistra e l’allenatore emiliano non ha posto veti, anzi, ha tutta l’intenzione di assecondare le richieste. In quel ruolo Insigne tornerà a vestire i panni dell’uomo assist avendo la possibilità di rientrare sul destro per pennellare come sa. Le condizioni ideali per prendersi definitivamente il Napoli.

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